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House of Cards 3×10 recensione dell’episodio con Kevin Spacey

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Nella decima puntata di House of Cards vediamo la situazione nella Valle del Giordano precipitare drasticamente, con “l’invasione della Russia” e gli israeliani che istituiscono una no-fly zone.

house-of-cards-3x10 Chapter 36 si muove sullo scacchiere internazionale, Frank Pugliese mette da parte la campagna elettorale per dare voce ad uno dei temi più interessanti della stagione, il rapporto Stati Uniti Russia. Infatti dopo la breve parentesi in cui Frank (Kevin Spacey) in Iowa cerca di raccogliere voti, notiamo come l’attenzione e la tensione della questione medio orientale sia a cuore a gli americani. Perciò Frank, attraverso Remy, chiederà a Jackie di rinviare il dibattito con la Dunbar in maniera tale di concentrarsi sulla questione che degenera sempre di più. Da qui la sceneggiatura cambia il tono, passando dalla narrazione discorsiva al thriller, il registro narrativo preferito dello show. E mentre Claire (Robin Wright) cercherà di usare i lenti ingranaggi della diplomazia in una regione che è da sempre complicata, Frank si dimostrerà più impulsivo incontrando Petrov (Lars Mikkelsen) che imporrà un grande cambiamento di posizioni all’interno dell’ONU.

house-of-cards-3x10-3L’intelligenza della puntata è ritornare sulla questione Petrov-Frank-Claire, il terzetto che in questa stagione ha regalato le effettive svolte di sceneggiatura con le relative atmosfere e ambientazioni. Dopo l’incontro alla Casa Bianca e al Cremlino, i due presidenti si ritrovano nuovamente al tavolo delle trattative dopo le reciproche “cortesie” internazionali. Questo terzo decisivo incontro mette in moto l’esplorazione su il “tipo” di presidente che rappresentano per le loro nazioni. Perché se entrambi hanno dimostrato di essere “spietati” è il diverso tipo di violenza che il contraddistingue, Frank è un nichilista con un forte senso di “ottimismo americano” relegato alle personali ambizioni personali, Petrov è un uomo autoritario e intransigente che non conosce limiti e aspetta che la situazioni si evolvono per affrontarle a proprio vantaggio. Si potrebbero definire due politici di due periodi storici diversi, Frank assolutamente contemporaneo Petrov appartenente al XIX secolo. Questo scontro ideologico riesce a tirare in ballo anche l’altro tema cardine della stagione, la coppia presidenziale. Claire e Frank arrivati alla Casa Bianca hanno avuto un enorme rivoluzione interna, molto spesso la nazione si è messa in mezzo tra i due, mutando le possibilità in coercizioni e portando uno dei due a retrocedere di posizione, e finora è sempre stata sempre Claire…

Nella puntata di House of Cards ritroviamo la meravigliosa cifra narrativa abbandonata la scorsa puntata, in cui i personaggi si fondono tra i temi della stagione regalando dei grandi momenti di recitazione per i tre attori protagonisti. Le storie collaterali riescono ad approfondire senza appesantire l’emozionante struttura narrativa, conoscendo un nuovo lato di Doug (Michael Kelly) ed uno sorprendente di Thomas (Paul Sparks).

VOTO: 3.5/5 stelle

Stefania Buccinnà
Sono un appassionata di Cinema e Serie televisive americane, motivo per cui mi sono iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è come mettere insieme una scena.
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