Italia/Bulgaria 2011

regia Giorgio Capitani, Salvatore Basile

Con Lando Buzzanca, Martina Colombari, Marco Falaguasta, Paolo Calabresi, Caterina Guzzanti, Claudio Castrogiovanni, Beatrice Fazi.

Il restauratore è il titolo della nuova fiction targata Rai che andrà in onda a  partire dall’8 Gennaio 2012, sul primo canale Rai, per sei prime serate.
È il primo prodotto del nuovo anno ad essere trasmesso sulla tv pubblica, e per questo motivo l’azienda conta molto su una storia particolare e apparentemente innovativa.

La vicenda ruota intorno a Basilio Corsi (Lando Buzzanca), un ex- detenuto, che esce di galera dopo aver scontato vent’anni per l’omicidio di due uomini a cui ha sparato dopo che questi, durante una rapina, avevano ucciso come “danno collaterale” la moglie dell’uomo incinta del loro primo figlio. Nonostante gli anni, la ferita di Basilio è ancora fresca, come del resto il dolore che si porta dentro: ma da questa perdita incolmabile deriva una sensibilità fuori del comune che gli regala un “dono” unico e raro, ovvero la capacità di vedere eventi prima che accadono, conoscere fatti celati agli altri, circostanze nascoste che lui percepisce attraverso una serie di “visioni” o frammenti chiamati luccicanze (Shining docet). L’uomo può quindi percepire il preciso momento in cui una disgrazia si abbatterà sulla vita di qualcun altro, di un estraneo, distruggendola e cambiandola per sempre; così, invece di restare un indifferente spettatore delle vite degli altri e senza lasciarsi sopraffare da questa improvvisa capacità, decide di mettersi al servizio degli altri aiutandoli, per evitare che qualcun altro possa compiere (o subire) un gesto irreparabile. Mentre era in pigione, Basilio ha seguito un corso di restauro e dopo la scarcerazione viene indirizzato dal direttore dell’istituto in una bottega di proprietà di Maddalena Fabbri (Martina Colombari), donna avvenente, determinata, tenace e indipendente nel lavoro quanto fragile e sensibile nell’ambito sentimentale. Ed è proprio sul luogo di lavoro che comincia ad avere le prime, inquietanti, visioni che lo spingono ad aiutare i protagonisti delle luccicanze intrecciando, fin troppo spesso, la propria strada con la polizia capitanata da Sandro Maccari (Marco Falaguasta), ex collega di Basilio: l’uomo, infatti, era un poliziotto e non ha perso il suo proverbiale fiuto per le piste e per i guai…

Il concept della serie si presenta come qualcosa di innovativo rispetto alle storie firmate Rai: un uomo dotato di psicometria che affronta le conseguenze del suo “potere extra-sensoriale”, intrecciando la propria vita con quella degli altri. Ma l’innovazione, purtroppo, si limita solo all’idea: tutto il fascino di una storia sospesa tra realtà e paranormale si perde con la realizzazione di una sceneggiatura che rispecchia in pieno quelli che sono i canoni richiesti (e imposti) dalla rete ammiraglia. I buoni sentimenti trionfano sempre, la vita è una commedia con il lieto fine, tutte le cose tornano a posto  e tutti vivono felici e contenti, consapevoli del loro destino. Un messaggio di speranza, non c’è dubbio, ma che si scontra vistosamente con il cinismo della realtà: Basilio, da uomo dotato di ESP (poteri extra sensoriali) diventa una sorta di angelo, il restauratore delle anime umane afflitte (e da qui la duplice valenza del titolo); dal “profano” al sacro il passo è davvero breve, ma soprattutto condito da un forte gusto nazional-popolare che, senza dubbio, renderà godibile la visione della fiction per un pubblico davvero ampio.
La serie è girata con garbo ed esperienza, considerando oltretutto che la Roma che appare sullo schermo è completamente ricostruita in un teatro di posa in Bulgaria (a causa dei costi più bassi e delle difficoltà incontrate durante le riprese); la fotografia- ma pure la regia- non brillano certamente per originalità, come del resto la sceneggiatura intrisa di buoni sentimenti e la recitazione non proprio impeccabile degli attori protagonisti. La parte del leone la fa, però, Lando Buzzanca, vecchia gloria del teatro e del cinema italiano che ritorna sul piccolo schermo con un ruolo sfaccettato e complesso che riesce ad adattare in base alla propria sensibilità e personalità donandogli carattere e rendendolo decisamente umano, come se si trattasse del signore della porta accanto o del bottegaio anzi, restauratore di fiducia.

Dopo la proiezione del primo episodio della fiction, è stata organizzata in sede Rai una conferenza stampa a cui hanno partecipato gli attori protagonisti (e non) de il restauratore, i produttori, i registi Giorgio Capitani e Salvatore Basile insieme a Paola Masini della Rai.
I temi dominanti della conversazione sono stati, indubbiamente, i seguenti: il ruolo del paranormale per Buzzanca, le riflessioni a proposito del suo personaggio nella serie e un bilancio della sua carriera da un lato; le difficoltà incontrate da Martina Colombari nell’interpretare un ruolo come quello di Maddalena dall’altro.
A proposito del paranormale, Buzzanca ha ribadito il suo scetticismo nei confronti di questo tema: per tale motivo, in un primo momento ha incontrato difficoltà non indifferenti perché non sapeva come dare credibilità al suo personaggio. Poi ha deciso di sfruttare il dolore di Basilio trasformando questo sua ferita in una sorta di catarsi che lo sprona a voler aiutare la gente: e proprio questa sua voglia di dare una speranza a chi non ce l’ha si trasforma in energia e si manifesta sotto forma di luccicanze. L’attore ha poi fatto una sorta di breve bilancio della sua carriera realizzando che, in fin dei conti, ha sempre avuto la possibilità (ma soprattutto la libertà) di scegliere sempre i suoi ruoli senza nessun tipo di vincolo.
Alle domande invece incentrate sul suo personaggio, Martina Colombari ha ribadito che per la prima volta nella sua carriera non è stata trattata solo da ex- reginetta di bellezza, bensì da attrice vera e propria, con la possibilità di calarsi nei panni di Maddalena, restauratrice e donna in carriera, forte ma fragile allo stesso tempo che ha dedicato tutta la vita al suo lavoro tralasciando la sfera dei sentimenti: è per questo motivo che si crea un rapporto di profonda amicizia tra il suo personaggio e quello interpretato da Buzzanca, con il prodigioso “dono” dell’uomo che si riflette sulla sua anima a tal punto da cominciare a “restaurarla”, a salvarla progressivamente facendola diventare una persona migliore agli occhi degli altri.

Foto di Aurora Leone

 
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Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Ventiquattro anni, di cui una decina abbondanti passati a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Collabora felicemente con Cinefilos.it dal 2011, facendo ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.