J.J. Abrams: una storia d’amore col piccolo schermo

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    J.J. Abrams ha un curriculum fitto e di tutto rispetto: sono molte le serie che, fra le sue mani, si sono trasformate in prodotti di successo e attori che hanno trovato la notorietà grazie alla collaborazione con il produttore.
    Il golden boy nasce a New York il 27 Hiugno 1966, ma cresce a Los Angeles a causa del lavoro del padre, produttore a sua volta. Il suo impegno nel mondo del cinema comincia giovanissimo: a soli 16 anni scrive la colonna sonora per il film di Don Dohler, Nighbeast. Non tutti sono a conoscenza della passione musicale di Abrams che lo ha portato a comporre la colonna sonora di molti dei suoi lavori, fra cui Felicity, Alias, Lost e Fringe.

    Al college, in coppia con il collega Jill Mazursky, scrive un racconto che poi sarà usato, dalla casa di produzione Touchstone Pictures, per sviluppare la pellicola Taking care of business (1990). Il film, una commedia che ha per protagonisti Jim Belushi e Charles Grodin, è la prima opera di Abrams a entrare in produzione.

    Da adulto il suo nome è associato a molte delle colonne dell’establishment hollywoodiano, scrive la sceneggiatura di A proposito di Harry, che ae per protagonista Harrison Ford, nel film ha anche una parte; nel 1992 firma lo script anche di Amore per sempre, film romantico con Mel Gibson.
    Il 1998 è un anno importante, collabora con Jerry Bruckheimer e Michael Bay per la realizzazione di Armageddon – conflitto finale firma e produce inoltre, insieme a Matt Reeves, Felicity (1998-2002). Nonostante la serie abbia avuto successo, il prodotto che consacra Abrams è Alias, in onda dal 2001 al 2006, prodotta dalla Bad Robot, di propietà dello stesso Abrams. La serie narra le avventure di Sidney Bristol (Jennifer Gardner che diventa famosa proprio grazie a questo ruolo), agente doppiogiochista della CIA, impegnata ad abbattere un’organizzazione criminale che si spaccia per l’Agenzia. La nuova serie gli vale la prima candidatura agli Emmy nel 2002 nella categoria Oustanding writing for a drama series.

    L’ascesa di Abrams non accenna a placarsi e nel 2004 arriva la serie per il quale sarà maggiormente ricordato: Lost (2004-2010), di cui dirige il primo doppio episodio.
    Un aereo precipita su un’isola, ben presto i supersititi si rendono conto che quello in cui sono capitati non è un luogo sicuro, men che meno deserto. La serie abbraccia argomenti scientifici e mitologici, intrecciati in un mix surreale e suggestivo, elemento che, più di tutti, ha portato popolarità la serie, già un cult a due anni dalla fine. È soprattutto a questo prodotto che gli vale la candidatura e la vincita di tre Emmy tra il 2005 e il 2007.
    Nel periodo in cui era impegnato nella produzione di Lost, Abrams si è dedicato anche ad altri progetti: ha scritto la sceneggiatura per il film che dovrebbe rilanciare il franchise di Superman, ha diretto i film Mission Impossible III (2006), Star Trek (2009) e Super 8 (2011). Ha rivestito gli abiti del produttore per pellicole come The Suburbans (1999), Joy Ride (2001), Cloverfield (2008) e Morning Glory (2010).

    Per il piccolo schermo cura anche alcune puntate di The Office (2005 – in corso); torna alla produzione, senza ottenere molto successo, con nomi come A proposito di Brian (2006-2007) e Six degrees – i sei gradi della separazione, sfortunata serie cancellata dopo solo otto episodi. Nel 2009 avrebbe dovuto dirigere la nuova serie Anatomy of Hope, centrata sulle relazioni fra pazienti affetti da cancro e i medici; la HBO decise alla fine di non trasmettere più il nuovo prodotto.
    Nel 2010 produce Undercovers e rivisita l’argomento dello spionaggio, anche se non in una veste drammatica come aveva fatto in Alias.

    Fra tutti questi impegni si incastra anche la creazione e la produzione delle due nuove serie televisive Fringe (2008 – in corso), Person of Interest (2011 – in corso) e Alcatraz (2012 – in corso), la prima dopo un iniziale successo ha cominciato a perdere quote di share; la seconda sta mantenendo degli ascolti davvero alti e la terza, in onda da poche settimane, dopo il boom dei primi episodi non riesce ad eccellere come Person of Interest.
    J.J. Abrams è un uomo amato e odiato dai suoi fans, capace di dare vita a prodotti intiganti e convincenti, ma è anche un uomo imprevedibile e non si sa mai se le sue serie manterranno un alto livello costante o sono destinate, con l’andare avanti della trasmissione, a dimostrarsi deludenti.