La mafia uccide solo d’estate

Dal 26 aprile in prima serata su Rai Uno torna, dopo il grande successo della prima stagione, La mafia uccide solo d’estate – la serie, basata sul lungometraggio scritto e diretto da Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif). In questa seconda stagione ritroviamo gli attori Claudio Gioè, Anna Foglietta, Francesco Scianna, Eduardo Buscetta, Valentina D’Agostino, Nino Frassica e Angela Curri. La serie è riuscita a conquistare pubblico e critica per il suo modo originale e sarcastico di raccontare la mafia.

Dopo aver presentato in anteprima i primi due episodi della serie, gli ideatori e i protagonisti hanno poi raccontato della lavorazione della seconda stagione, soffermandosi in particolare sull’importanza di raccontare una storia di questo tipo.

“Si torna con un secondo capitolo ambientato nel 1979, – esordisce Eleonora ‘Tinni’ Andreatta, direttore di Rai Fiction – anno dove più che mai la mafia ha sferrato attacchi molto dolorosi allo Stato, colpendo magistrati e in particolare il presidente della regione Sicilia Piersanti Mattarella.

“Rispetto al film – continua la Andreatta – la scelta fatta per la serie è stata quella di allargare il punto di vista all’intera famiglia protagonista, dilatando il tempo della narrazione e avendo così modo di  raccontare più approfonditamente eroi di quei cupi anni, dando spazio a figure che normalmente non ottengono la giusta memoria. Come sempre dunque abbiamo le storie vere, che raccontano la mafia in modo diverso, irridendola ma non dimenticandone né sottovalutandone mai la violenza.

Alla domanda su come sia possibile raccontare la mafia con il sorriso sulle labbra è Pif a prendere la parola. “Realizzare un progetto così trent’anni fa ci avrebbe fatto rischiare la vita. Il fatto che, fino ad ora, non ci sia capitato nulla dimostra che le cose possono e stanno cambiando. Raccontare la mafia con ironia ci permette di non guardarla più solo con timore, e così facendo di poterla affrontare con più sicurezza. Questa serie è l’esame di coscienza che non ci siamo mai fatti. La famiglia Giammarresi siamo tutti noi italiani, e possiamo ritrovare in loro tutte le speranze e le contraddizioni che noi viviamo quotidianamente. Bisogna andare avanti, raccontare, far fare un esame di coscienza agli italiani, perché non siamo abituati a farci esami di questo tipo.”

Nella serie ritroviamo Pia e Lorenzo, interpretati da Anna Foglietta e Claudio Gioè, che raccontano di come siano cambiati i loro personaggi rispetto alla prima stagione e di quanto potranno cambiare fino alla fine di questa seconda.

“In questi nuovi episodi – esordisce Anna Fogliettail mio personaggio ottiene ciò che desiderava da tempo ricorrendo a raccomandazioni. Ovviamente da persona onesta si sentirà subito in colpa per quanto fatto, vivendo questo tormento interiore divisa tra la gioia per la cattedra e l’amore per il marito, che continua imperterrito il suo percorso da uomo dedito alla legalità. Pia è un personaggio forte, che si fa amare, che porta avanti la sua personale battaglia per la legalità tra le aule decadenti di una scuola che è un pericolo in primo luogo per gli studenti stessi.”

“Parlare di mafia non è mai abbastanza, – continua la Foglietta – serve sempre. I partiti politici hanno pochi o nessun punto in programma per la lotta alla mafia. Se non ne parliamo, abbiamo perso. È una lotta costante, con un nemico che abbiamo in casa, e non possiamo mai permetterci di abbassare la guardia.”

“La forza straordinaria di questa serie – aggiunge poi Claudio Gioèè quella del punto di vista dell’uomo comune, del piccolo impiegato che ha come unica arma di difesa la cultura, e Lorenzo cerca attivamente di trasmettere ai figli la bellezza della legalità e del sapere, elementi che possono portare la generazione dei suoi figli a sconfiggere con sempre più forza la mafia e l’illegalità che dilaniano ovunque.

Interpellati poi gli sceneggiatori Michele Astori, Stefano Bises e Michele Pellegrini, questi raccontano della ricerca che viene svolta per la scrittura degli episodi. “Alla base c’è il tentativo di riportare fatti reali che si incrocino con le vicende dei personaggi. – spiega Stefano Bises – Attraverso un lavoro di documentazione e la testimonianza di chi ha vissuto quegli anni si riesce ad ottenere il risultato che è possibile vedere nella serie. Tutto ciò che vediamo è tratto da materiali d’archivio, e spesso vediamo immagini di repertorio che portano avanti la narrazione.

“Quella di inserire lo storico e meraviglioso discorso che il Presidente Piersanti Mattarella fece davanti al Presidente Pertini è una scelta coraggiosa che mi commuove ogni volta. – aggiunge PifSono felice che un momento così importante abbia trovato spazio nella serie e funzioni così bene nell’incastro della messa in scena.”

Alla fatidica domanda se è prevista una terza stagione, è nuovamente la Andreatta a prendere la parola: “è naturale che ci possa essere un seguito, poiché i personaggi sono gravidi di racconti. Magari passerà più tempo, per poter elaborare una buona sceneggiatura, ma il viaggio attraverso una società e un Paese dove il malaffare pullula è ancora lungo.”

A concludere la conferenza stampa è sempre Pif, che ci tiene a precisare di come “c’è un concetto molto bello nella serie, dove si parla di coscienza e coraggio. La coscienza da sola non pone soluzioni, mentre il coraggio la mette in azione. Questa serie ha l’ambizione di fornire entrambi gli elementi. Il fatto che questa serie possa arrivare anche in casa del vicino di Totò Riina è un fatto che trovo straordinario. È un elemento di lotta. Noi stiamo facendo pura ed essenziale antimafia. Non è nostra intenzione cambiare i canoni della televisione o della serialità italiana, ma credo che il nostro possa essere un contributo prezioso, perché più ragazzi guarderanno questa serie più ci sarà speranza. E a loro proprio voglio rivolgermi, dicendogli di non permettere mai ad altri di credere che la vostra vita sia loro. La vostra vita è vostra soltanto.”