Legends of Tomorrow 2×13 recensione

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legends of tomorrow 2x13

Tanta carne sul fuoco nell’episodio di Legends of Tomorrow  2×13, intitolato Land of the Lost. Il viaggio nella mente del Capitano Rip Hunter tiene salda l’attenzione in un clima tutto diverso dal quale solitamente lo show ci ha abituati, tra diversi retroscena e un’azione molto più sottile rispetto al normale.

Ancora una volta la soluzione a tutto ha un nome: Mick Rory (Dominic Purcell) salva la giornata con una rivelazione niente male, figlia del passato in nome delle torture ricevute dai Signori del Tempo. Entrare nella testa di Rip Hunter (Arthur Darvill) per modellare i suoi pensieri, la coscienza, affinché torni a essere quello di sempre. Mentre la Waverider fa ritorno all’era del cretaceo, la missione di Sara (Caity Lotz) e Jax (Franz Drameh) non comprende strade semplici. Incontrare le loro versioni “malefiche” nelle paure di Rip comporta uno sforzo non indifferente di affrontare la situazione, ma lo scorrere degli eventi è fin troppo mellifluo e narrato con troppa sufficienza. Torna a farci visita anche quel filone di trama che vede coinvolti Nate (Nick Zano) e Amaya (Maisie Sellers), ma puntualmente il tutto viene smontato dalle preoccupazioni di Ray (Brandon Routh): è ormai vecchio lo stratagemma di prendere come campanello d’allarme l’instabilità temporale, magari cambiare nastro ogni tanto farebbe comodo. Non convince poi troppo, infatti, il modo in cui Steel sembra essere combattuto tra i sentimenti e l’onore – cosa che potrebbe mettere in seria difficoltà tutto il team di Leggende.               

Il tentativo di approfondire Legends of Tomorrow 2×13 viene smorzato ancora una volta da una trama macchiata da luci e ombre. Estenuante il tentativo da parte degli ideatori di trovare qualcosa che possa in realtà risultare spiazzante, mentre nella realtà dei fatti ci sembra solo banale e poco convincente. Ci eravamo quasi cascati con l’arrivo di Gideon (Amy Pemberton) nella sua forma umana, umile percezione del cervello di Rip. La pecca più grande è ridurre il tutto a una fantomatica storia d’amore tra il capitano e l’intelligenza artificiale, come se tutte le torture della Legion of Doom fossero niente. Quasi come se tutti i problemi delle avventure di Sara e compagni fossero figlie di un capriccio amoroso tra essere umano e macchina. Svilente, per non essere troppo cattivi, e non di meno scontato come poche cose abbiamo mai visto in questa serie – o almeno nella seconda stagione. Bocciatura clamorosa anche questa settimana, con la speranza che il vento possa cambiare in favore di Legends of Tomorrow il prima possibile.