Once Upon a Time 4×17 recensione dell’episodio con Jennifer Morrison

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L’episodio di questa settimana è quasi interamente dedicato alla ricerca dell’Autore. Sia heroes che  villains cercano risposte che solo colui al di sopra degli scherzi del destino può avere. La scorsa settimana August (Eion Bailey) ha confessato che il famigerato Autore è da tempo intrappolato in una pagina dello Story Book, dietro una misteriosa porta. Così, ora,  Emma  (Jennifer Morrison) e gli altri dovrebbero cercare di aprire quella porta e liberare l’uomo affinché dia finalmente a Regina il suo happy ending. Paradossalmente, però, anche Rumple (Robert Carlyle) e le sue alleate cercano l’Autore per lo stesso motivo, ognuno a  inseguire il proprio lieto fine. Da questo punto di vista le due fazioni non sembrano poi così diverse.

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È anche vero che da sempre Once Upon a Time ci ha abituato a ridisegnare il confine tra bene e male, tanto che ci siamo innamorati di personaggi come Regina (Lana Parrilla) e Hook (Colin O’Donoghue). Gli autori ci hanno mostrato che buono e cattivo sono solo delle etichette affibbiate da chi ha paura di mostrare la sua vera natura, che come quella di ogni essere umano, è fatta di luci ed ombre. Anche in un mondo fantastico come quello di Storybrook una evil queen può usare della magia bianca e perfino il cuore della più pura delle creature è sfiorato dalle ombre del male. La storia di Emma e degli altri personaggi dimostra quindi che non è un Autore sconosciuto o un’etichetta a definire una persona, ma sono le sue  azioni e le persone che la circondano. La cosa più interessante dello show era infatti il ribaltamento degli stereotipi e la rielaborazione delle fiabe comuni.once upon a time 1

Da un po’ di tempo a questa parte però la situazione  è cambiata e il prestigio delle ultime stagioni è sempre più lontano. L’episodio di questa settimana, Best Laid Plans, e questa spasmodica ricerca dell’Autore sono la principale causa dell’enorme passo indietro, oltre ad essere in aperta contraddizione con tutto quello che è stato costruito in passato. Se il ruolo dell’Autore è quello di testimone, di cantastorie (vengono citati perfino Platone e Walt Disney), il tentativo di interferire col corso degli eventi non ha senso fin dall’inizio. Se, come i personaggi hanno cercato di dimostrare, il destino è solo un’altra etichetta, un modo di giustificare le scelte sbagliate, non si riesce a giustificare la centralità del ruolo dell’Autore in questo momento. L’episodio, come al solito, lavora su un doppio binario e ripercorre anche il passato di Maleficent (Kristin Bauer) e della sua creatura perduta a causa di Snow White e del Principe. Anche questa volta solo per rivelare un mancato colpo di scena. Purtroppo, con una narrazione così discontinua e talvolta incoerente, siamo abituati alle battute campate in aria o a personaggi che riemergono dai meandri della memoria e ciò rende i twist del tutto inefficaci.

VOTO: 2/5 STELLE