Once Upon a Time 4×19 recensione dell’episodio con Victoria Smurfit

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Simpathy for the Devil è il titolo dell’ultimo episodio di Once Upon a Time. Già da qui si può intuire il focus di questa settimana: Cruella De Vil ( o come la conosciamo noi: Crudelia Demón). Da un po’ di tempo ci chiedevamo che fine avesse fatto la nostra affascinante regina del male, che con il suo charme e le sue battutine taglienti era forse l’unica nota positiva di questa improbabile alleanza tra le forze oscure. L’interpretazione dell’attrice irlandese Victoria Smurfit ha certamente contribuito ad accentuare l’innegabile fascino che la figura di Cruella ha sempre suscitato nel pubblico. Di fatto però, il personaggio non è stato mai più di tanto approfondito, né per quanto riguarda i film né tanto meno in Once Upon a Time. La Cruella del nostro show infatti, ha fatto la sua comparsa in questa quarta stagione insieme ad Ursula e Maleficent, subito dopo aver stretto la famosa alleanza con Rumple. Once Upon a Time 4x19 2Da quel momento in poi le cose non hanno fatto altro che ingarbugliarsi sempre di più. Non solo i nuovi personaggi sono stati sviluppati superficialmente ma a volte addirittura dimenticati. L’episodio di questa settimana ci dà quindi la conferma che gli autori di Once Upon a Time hanno deciso di tagliare corto, in modo da non lasciare le cose in sospeso ed eliminare quei pochi spunti che ancora potevano essere interessanti. Cruella De Vil ha purtroppo subito la stessa sorte di Ursula, ma con un finale decisamente diverso. L’episodio, oltre a mostrare il suo passato e l’origine della sua malvagità, è stato soprattutto un modo per chiudere una pagina che evidentemente non si è riusciti a sviluppare a dovere. I flashback sono stati puntuali e anche piuttosto interessanti ma questo purtroppo non basta a giustificare le scelte compiute sul piano narrativo.

La Smurfit ha fatto un ottimo lavoro sulla costruzione del personaggio, che risulta così convincente e intrigante. Così come Robert Carlyle, che con il suo Rumple è sempre stato degno di nota. Il personaggio del momento è tuttavia Isaac, l’Autore, interpretato Patrick Fischler che col suo curriculum farebbe invidia ad ogni attore che si rispetti. In un certo senso è come se l’obiettivo fosse chiudere frettolosamente una storyline ad ogni episodio in modo da lasciar spazio a nuovi plot che a questo punto risultano superficiali e a dir poco prevedibili. Quella dell’Autore era potenzialmente una linea vincente, che avrebbe potuto stravolgere gli equilibri dello show così da rimettere tutto in discussione. A quel punto magari si poteva pensare a nuovi e audaci espedienti narrativi. Peccato che invece le carte non siano state giocate nel modo giusto e che una mano virtualmente vincente si sia trasformata in un patetico bluff.

Voto: 2/5 stelle