Once Upon a Time 5×08/9 recensione

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Questa settimana ABC ci regala i consueti due episodi che anticipano la pausa per il giorno del ringraziamento. Gran parte degli show americani saranno sospesi per onorare la festività così Once Upon a Time gioca d’anticipo con due episodi questa volta non direttamente collegati tra loro.

Lo scorso anno infatti il network aveva previsto un episodio unico “diviso” in due parti, gli episodi di questa settimana invece viaggiano su due binari diversi. Il primo, dal titolo Birth, riguarda Emma e i veri motivi dietro la sua crociata per riunire Excalibur, il secondo invece racconta la storia di Merida e della eredità di suo padre, The Bear King. Come avvenuto nel corso di tutta la quinta stagione anche questa volta viaggiamo su due linee temporali diverse, una nel passato di Camelot e l’altra nel presente di Storybrook. Ma andiamo in ordine.

Il primo episodio, Birth, si apre nel bosco di Storybrook con una sequenza che vede i nostri protagonisti affrontare Artù, costretto così a giocare a carte scoperte. Il suo scontro con Uncino offre il pretesto per spostare il fulcro dell’episodio sul rapporto di questo con Emma, e sui motivi che l’hanno spinta ad abbracciare il lato oscuro.

A questo punto le scene, costantemente alternate tra presente e passato, sono puntuali e chiarificatrici. L’obiettivo è quello di riunire i punti e mostrarci il disegno completo. A volte però ci si accorge di aver piazzato alcuni punti nei posti sbagliati per cui ciò che ne deriva è meno lineare del previsto.

Anche Zelena gioca un ruolo importante in questo episodio perché si sa, spetta al cattivo di turno mettere le carte in tavola e spingere gli eroi a superare i limiti.

Le scene che riguardano Uncino ed Emma sono convincenti ed efficaci dal punto di vista emozionale, ciò che non ha funzionato perfettamente però è la risoluzione narrativa.

Il secondo episodio, The Bear King, rappresenta quasi una storia a sé. Ci troviamo in Scozia, nel regno del clan Dunbrock. Anche qui troviamo due le linee temporali, una nel presente in cui Merida sta per essere proclamata regina e l’altra nel passato, durante la guerra in cui suo padre è stato assassinato. Un episodio giocato interamente sul fattore emotivo, e sul rapporto padre-figlia, che vede anche il ritorno di due vecchie conoscenze.

Seppur attraverso discutibili espedienti narrativi Cappuccetto Rosso e Mulan scendono in campo per aiutare Merida a salvare il suo popolo da una presunta maledizione.

La prova di Amy Manson (Merida) è una delle migliori viste finora nello show e l’episodio intero ne trae beneficio. L’attrice ha dato al personaggio un’impronta così personale e convincente che potrebbe dar vita a uno spin off indipendente.