Outlander 1×05 recensione dell’episodio con Graham McTavish

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    outlander-key-art-600Pensare che Outlander possa avere una qualunque influenza sul Referendum per l’indipendenza della Scozia che si terrà il prossimo 18 settembre è mera utopia, ma è innegabile che Starz abbia scelto un momento assolutamente propizio per la messa in onda della serie e che il quinto episodio “The Rent” abbia involontariamente segnato uno splendido punto in favore della Causa Indipendentista.

    In viaggio con gli uomini dei McKenzie per riscuotere il canone sulle Terre del Clan, Claire non passa giorno senza aspettare il momento giusto per fuggire e ritrovare il Cerchio di Pietre: nel frattempo, in un microcosmo di personaggi rozzi e pittoreschi, la ragazza fa la conoscenza del simpatico avvocato Gowan, forse il primo individuo capace di riconoscere e rispettare la sua intelligenza pur restando un uomo del suo tempo.

    Durante il lungo peregrinare nelle Highlands, qualcosa in Claire inizia per la prima volta a cambiare; pur consapevole di essere una straniera e di appartenere ad un’altra epoca, Mrs Beauchamp osserva da vicino la bellezza estrema dei paesaggi scozzesi, entra in contatto con gli abitanti del luogo percependone l’umiltà e l’orgoglio, partecipa divertita ad alcune primitive tradizioni e usanze locali che farebbero rabbrividire qualunque giovane cresciuta e vissuta nel ventesimo secolo: finalmente, per la prima volta, comincia a non sentirsi più un’estranea e a comprendere le regole di quel mondo all’apparenza ostile e invece profondamente sincero e autentico, pregno fino al midollo del sogno di una bandiera blu e bianca libera dall’oppressione dell’interferenza inglese; avevamo già avuto modo di apprezzare l’uso del gaelico come splendido mezzo per rendere il fascino di una società il cui ordine ovattato e remoto è retto ancora da codici rigidamente medievali, ma le cartoline che Claire ci invia dalla Scozia sono avvolte in una magia che difficilmente riusciremo a dimenticare, la pura e genuina poesia della vita quotidiana di un popolo che cercava con orgoglio di proteggere sé stesso e la propria identità.

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    Se questo non bastasse alla causa indipendentista, il ricordo dell’infame Battaglia di Culloden (16 aprile 1746) aiuta non poco il pubblico a riscoprire sentimenti alla braveheart: spostandosi di locanda in locanda, l’ambizioso Dougal cerca di raccogliere denaro per sollevare la ribellione contro il protestante Giorgio II di Hannover e sostenere la pretesa al trono del Principe Cattolico Carlo Edoardo Stuart( Bonnie Prince Charlie), ma non può certo immaginare che il suo sogno sia destinato ad annegare nel sangue 3 anni dopo( siamo nel 1743) nello scontro che sfigurò per sempre il volto della Scozia, rendendola una suddita britannica ubbidiente e sottomessa.

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    Grazie alle puntuali lezioni di Frank Claire conosce bene gli eventi di quel giorno nefasto, ma contrariamente a molti altri viaggiatori temporali di nostra conoscenza sembra del tutto intenzionata a salvare le preziose vite degli Highlanders, in un disperato tentativo di cambiare per sempre la storia: chissà se il prossimo 18 settembre, 300 anni dopo i fatti di Outlander e in un’epoca agli antipodi per presupposti e meccanismi, la Scozia prenderà l’estrema decisione di riscrivere la sua.

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    Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .