Person of interest 1X18 – recensione

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La vita di Reese e Finch non è delle più facili e, come se non bastasse, a volte la Macchina gioca davvero brutti scherzi… Per esempio quando segnala il numero di Jordan Hester, la cui identità resta avvolta nel mistero nonostante le ricerche più che scrupolose di Finch. Impossibile da credere, ma i nostri eroi non sanno neanche se Jordan sia un lui o una lei: non sono riusciti a trovare nessuna foto, e le informazioni a loro disposizione scarseggiano. Tuttavia, hanno scoperto che allo stesso numero risultano intestati due diversi conti in banca e due diversi appartamenti; non resta che fare un controllo di persona: uno per uno non fa male a nessuno.

Ecco quindi che Reese perlustra l’indirizzo di Brooklyn, trovando un Jordan maschio che lavora in un pub, mentre Finch si occupa del Village, dove abita una Jordan bionda e avvenente che non passa inosservata nemmeno agli occhi di un tipo solitario e ‘singolare’ come lui. Due persone, un unico numero di previdenza sociale. Crisi di identità? O, piuttosto, furto di identità? Uno dei due deve essere un impostore e i nostri hanno al massimo 48 ore per capire cosa ci sia sotto: la Macchina non concede mai molto tempo. In una situazione tanto complessa l’aiuto della detective Carter sarebbe davvero prezioso, ma la donna continua a rifiutare le chiamate di Reese dopo quanto accaduto con Elias e non sembra propensa ad offrire la sua collaborazione; perciò tocca rivolgersi a Fusco, che può indagare con discrezione contattando qualche collega. Grazie ai loro sforzi congiunti, i nostri amici scoprono che Jordan Hester – a prescindere dal suo sesso – traffica droga e si è servito/a della vera identità dell’altra persona per gestire i suoi affari senza rischiare di essere beccato/a dalla polizia. In un primo momento i sospetti ricadono sul giovane del pub, che Reese non molla un secondo, ma si sa che le cose non sono mai quel che sembrano. Fusco fa qualche domanda in giro e rintraccia un tizio cui è stata rubata l’identità un anno prima, presumibilmente dalle stesse persone coinvolte nel caso Hester. In poche parole, è la bella bionda la cattiva della situazione, con buona pace di Finch, che, ligio al suo dovere, ha perfino accettato un invito a casa della donna… Peccato che si è ritrovato a vaneggiare in un trip da ecstasy, dopo averne ingerita una buona dose a sua insaputa.

La bionda ci sa fare… Harold è ko, ma ormai siamo abituati ai salvataggi in corner e possiamo star certi che i nostri non ci deluderanno neanche stavolta. Per quanto riguarda la detective Carter, invece, le certezze non sono così salde. Si capisce che la donna è assai combattuta sul da farsi, ma adesso ci si è (ri)messa di mezzo pure l’FBI. Un agente l’ha avvicinata per parlargli di Reese e delle ricerche condotte su di lui a seguito della segnalazione fatta mesi prima dalla stessa Carter. Il Bureau è convinto che John sia diventato un mercenario al servizio della criminalità organizzata, in particolare al soldo di Elias. Sono numerosi gli indizi che lo collegano a vari omicidi avvenuti recentemente in città e, adesso che hanno una pista da seguire, i federali non intendono affatto lasciare sola la detective nella sua (presunta) caccia all’uomo.

La Carter può contare sul loro appoggio incondizionato e viene rassicurata che prima o poi troveranno Reese… Una domanda ci sorge spontanea: è davvero questo che vuole?

 
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Giovane, carina e disoccupata (sta a voi trovare l'intruso). E' la prova vivente che conoscere a memoria Dirty Dancing non esclude conoscere a memoria Kill Bill, tutti e due i Volumi. Tanto che sulla vendetta di Tarantino ci ha scritto la tesi (110 e lode). Alla laurea in Scienze della Comunicazione seguono due master in traduzione per il cinema. Lettrice appassionata e spettatrice incallita: toglietele tutto ma non il cinematografo. E le serie tv. Fra le esperienze lavorative, 6 anni da assistente alla regia in fiction e serie per la televisione (avete presente la Guzzantina in Boris?). Sul set ha imparato che seguire gli attori è come fare la babysitter. Ma se le capita fra le mani Ryan Gosling...