Supergirl 2×16 recensione dell’episodio con Kevin Sorbo

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Supergirl 2x16

Daxam non è morto. Ciò che nell’episodio precedente ci sera stato messo davanti agli occhi aveva i vestiti del peggior nemico di questa seconda stagione con la ragazza d’acciaio, invece nell’episodio di Supergirl 2×16 – intitolato Star-Crossed – la rivelazione è ben altra: i genitori di Mon-El fanno capolino sulla loro nave spaziale sulla Terra, nel disperato tentativo di riportare il Principe sui territori quasi non più esistente di loro pianeta nativo.

Principe, proprio così. Agli albori del suo arrivo sul pianta Terra, Mon-El (Chris Wood) aveva dichiarato si di essere un Daxamita (nemesi numero 1 della razza kryptoniana), ma mai aveva menzionato di esserne il Principe – bensì una Guardia Reale. Questo antefatto ci riporta ai problemi che Kara (Melissa Benoist) si trova ad affrontare nei confronti del suo nuovo fidanzato, ora sul filo del rasoio della relazione: la bugia non è contemplata dalla nostra eroina. Rhea (Teri Hatcher) e Lar Gand (Kevin Sorbo), genitori di Mon-El, impongono la loro figura genitoriale con un che di spietato – seppur troppo comprensivo forse nella presenza del Padre rispetto alla Madre, figura portante di questo episodio. Il loro punto di vista risveglia in Supergirl il grande patriottismo che da sempre l’abbiamo vista imbracciare nel corso della sua storia, ponendola a un bivio: perdonare il Principe di Daxam e continuare a dargli fiducia, o mandare tutto all’aria nel segno di krypton e della sua integrità morale? Il corso degli eventi ci racconta la difficoltà della donna d’acciaio sotto la falsa riga del musical, che anticipa certamente ciò che avverrà in Flash, ossia il crossover musicale tanto atteso proprio con Kara e il team dell’uomo più veloce del mondo.

Non è però l’unico filone narrativo quello delle difficoltà tra Kara e Mon-El. L’episodio 2×16 ci racconta anche di un’altra situazione complicata, ossia quella – inaspettata – tra Winn (Jeremy Jordan) e Lyra (Tamzin Merchant). Le cose in questo caso si fanno molto interessanti, perché quasi nessuno avrebbe mai pensato alla malafede dell’aliena, o meglio: quasi nessuno avrebbe pensato alla bugia detta in buona fede, e quindi al misfatto. Lyra non è chi pensiamo veramente, ladra spietata per una causa superiore, che non bada in alcun modo alle ripercussioni sul già sottile e fragile stato mentale di Winn – che oltremodo si rapporta alla situazione con una fermezza disarmante. Piacevole e coinvolgente lo sviluppo dei fatti, a dare uno stop alla tensione creatasi tra Krypton e Daxam, con quella nave spaziale sospesa nella stratosfera a monito di una giustizia superiore che ancora deve calare su questa stagione di Supergirl. Tra alti e bassi.