Legends of Tomorrow 2×15 recensione

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Ennesima guerra da affrontare nell’episodio di Legends of Tomorrow 2×15, intitolato Fellowship of the Spear. Francia, I Guerra Mondiale e J.R.R. Tolkien come complice: la trama avvincente di questa settimana si rivela tale per via di un importante ritorno, a due puntate dalla fine della seconda stagione.

Non era vivo solo nella testa di Mick (Dominic Purcell). Finalmente, dopo episodi di miserie e noia, i creatori dello show si sono decisi a lasciarci a bocca aperta – portando il fantasma di Capitan Cold (Wentworth Miller) a diventare pane per gli incubi del suo partner, ripescato nella linea temporale dalla Legion of Doom prima che Snart stesso entrasse a far parte delle Leggende. Ed effettivamente mancava all’appello la prima Guerra mondiale nell’ampio curriculum dell’equipaggio della Waverider, ma per un motivo ben preciso: trovare il sangue di Cristo, unico modo per distruggere la Lancia del Destino, così com’è stata creata dalla ferita del Messia in croce prima della morte. Un altro punto a favore delle Leggende, questa settimana, è il coinvolgimento geniale di un certo Tolkien, creatore dei celebri Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Tolkien, storicamente, ha vissuto l’epoca come tenente dell’esercito – purtroppo però ancora non funziona questo meccanismo in base al quale con così troppa facilità, i personaggi di spicco finiscano per collaborare con un ammasso di supereroi che spuntano da una nave temporale. E’ forse proprio questo il più grande difetto di Legends of Tomorrow, e lo ritroviamo nel mancato temperamento di Sara (Caity Lotz) troppo presa dalle emozioni, lo ritroviamo in Stein (Victor Garber) completamente abbandonato a discapito di una trama troppo ricca e scostante. In Jax (Franz Drameh), finito a essere nient altro che il meccanico della navicella. Fari troppo puntati sui dolori di Amaya (Maisie Sellers) e Nate (Nick Zano).

Speriamo comunque per il meglio, nel finale di stagione. Come già detto il fatto che Snart sia tornato dalla tomba e, soprattutto, che si sia ripreso il suo socio in affari, potrebbe salvare l’ennesima stagione fallimentare – nonostante i buoni propositi all’inizio. Resta da analizzare il come Rip Hunter (Arthur Darvill) possa tornare a essere utile nei confronti del suo equipaggio e non più solamente un’ameba che vaga alla stregua di un fantasma, e magari il fatto che tutte le Leggende abbisognano di essere messe in evidenza – anche se il compito non è dei più semplici. Resta però il fatto che non si può lasciare in ombra per troppo tempo chi, narrativamente parlando, può essere ancora e non colpo di pistola. Non si può trascurare chi magari ha il potere di risollevare le sorti di questo show, a discapito dei soliti nomi. Basta poco.