Supernatural 10×23 recensione del finale di stagione

 

Dopo aver quasi ucciso Castiel (Misha Collins), Dean (Jensen Ackles) lascia il bunker e accetta di aiutare un amico cacciatore. Sam (Jared Padalecki), troppo cocciuto o troppo smemorato, cerca di minacciare ancora una volta Rowena (Ruth Connell), ma la strega prende di nuovo il controllo della situazione: per lanciare l’incantesimo che salverà Dean, vuole in cambio la libertà e il Libro dei Dannati. Contro il parere di Castiel, Sam accetta e affida il compito di controllare la strega all’angelo mentre lui si mette in viaggio per trovare Dean. Vista la particolarità degli ingredienti necessari all’incantesimo (il frutto proibito, il vitello d’oro e il sacrificio dell’unica persona che ama Rowena), Castiel si rivolge a Crowley (Mark A. Sheppard), che trova tutto il necessario, incluso un ragazzo di nome Oskar. Intanto Dean risolve il caso salvando un innocente ma causando anche la morte di Rudy, il cacciatore che aveva chiesto il suo aiuto; ciò lo spinge a rivolgersi alla Morte (Julian Richings) affinché prenda la sua vita. Tuttavia, nemmeno Essa può ucciderlo o liberarlo dal Marchio perché questo è ben più di una maledizione, è allo stesso tempo la serratura e la chiave dell’Oscurità. Quando Sam li trova, una tragica decisione è stata ormai presa: per porre fine alle morti e al dolore causato dal Marchio, Dean lascerà la Terra e Sam dovrà morire. Mentre il maggiore dei Winchester si prepara a uccidere il fratello minore, Rowena lancia l’incantesimo.

SupernaturalAnche in Supernatural 10×23, il decimo finale di stagione, prova che le menti dietro Supernatural sono dotate di grande inventiva. Chi pensava che ormai la lista dei danni apocalittici causati dai Winchester fosse stata spuntata dall’inizio alla fine si sbagliava. I cancelli dell’Inferno, Lucifero, i Leviatani, Metatron, la caduta degli Angeli, il Marchio di Caino sembrano nulla in confronto a quello che i Winchester dovranno affrontare nella prossima stagione: l’Oscurità, ciò che Dio aveva imprigionato per poter creare la Terra, ciò che solo il Marchio continuava a tenere rinchiuso. Dopo l’esauriente spiegazione dell’Oscurità, la Morte non ha, purtroppo, il tempo per spiegarci qual era il posto lontano dalla Terra dove avrebbe portato Dean; Sam ipotizza in maniera sarcastica lo spazio, ma questo stratagemma autoironico non salva gli sceneggiatori da rumorose risate dietro le spalle. Comunque, non è questo misterioso luogo a interessarci, ma i significati che si celano dietro il destino paradossale riservato alla Morte. Gli showrunner sembrano sottolineare la forza della serie, che ancora una volta è stata rinnovata e ancora una volta è scampata alla ghigliottina; però, potrebbe anche rappresentare una nuova e più forte presa di posizione per quanto riguardo la mitologia ‘supernaturaliana’, che ogni stagione si è sempre più allontanata dai racconti religiosi, folkloristici e letterari a cui si ispira, in cerca di una propria autonomia culturale. SupernaturalAbbiamo assistito a diversi stravolgimenti letterari durante questi 10 anni, spesso piacevoli e divertenti, e non dovrebbe sorprenderci più tanto vedere Dean uccidere la Morte (sì, la Morte muore!), ma questa scelta anziché rendere più indipendenti gli sceneggiatori sembra invece rendere più arrogante e assurdo lo show, che si concede così carta bianca su tutto. Spesso la finzione è più coinvolgente quando è verosimile e vedere Rowena spezzare la prima maledizione divina, bloccare il Re degli Inferi e soggiogare la mente di Castiel ci fa credere di averle viste proprie tutto, ma siamo sicuri che non è così…in autunno ci aspetta una nuova stagione.

RASSEGNA PANORAMICA

Silvia Brancato
Laureata al DASS dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza in "Stereoscopia: Cinema, Televisione e Teatro", consegue successivamente il Master Digital Audio/Video Editing presso La Sapienza con la speranza di diventare una montatrice cinematografica. Gran divoratrice di libri, appassionata di serie tv e frequentatrice assidua della sala cinematografica.
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