The Borgias

I Borgia (The Borgias) è la serie televisiva canadese di genere storico creata da Neil Jordan, trasmessa dal 3 aprile 2011 al 16 giugno 2013 sul canale Bravo! in Canada e su Showtime negli Stati Uniti.

Protagonisti di I Borgia sono Jeremy Irons nel ruolo del Cardinale Rodrigo Borgia/Alessandro VI, François Arnaud nei panni del Cardinale Cesare Borgia, David Oakes come Juan Borgia, Holliday Grainger nel ruolo di Lucrezia Borgia, Lotte Verbeek nei panni di Giulia Farnese e Colm Feore come Giuliano Della Rovere.

The Borgias Trama

Nella Roma del 1492, la morte di papa Innocenzo III è la grande occasione per il cardinale di origine spagnola Rodrigo Borgia  per realizzare l’ambizione di una vita: diventare papa. Al fine di  consolidare la propria scacchiera di potere il nuovo pontefice, eletto col nome di Alessandro VI, usa come pedine i propri figli illegittimi, nati dalla relazione ormai conclusa con la cortigiana Vannozza Cattanei: Cesare, il maggiore, divenuto cardinale contro la sua volontà per proteggere il padre dai nemici all’interno della chiesa, sempre affiancato dal suo braccio destro e abile assassino Micheletto Corella; il secondogenito Juan, giovane intemperante dedito al vino e alle belle donne al quale Rodrigo riserva ambizioni militari. Ai figli minori Lucrezia e Jofre il papa riserva invece un simile destino: la prima viene data in sposa quattordicenne al violento Giovanni Sforza, mentre Jofre sarà costretto appena tredicenne a sposare Sancha D’Aragona, figlia illegittima del re di Napoli molto più grande di lui. Per conservare il soglio pontificio i Borgia dovranno respingere un’imponente invasione francese e soprattutto combattere contro Giuliano Della Rovere -futuro Giulio II – che per spodestare papa Alessandro VI non esiterà a denunciare la scandalosa relazione di quest’ultimo con la bellissima Giulia Farnese.

The Borgias, l’analisi

A un anno dalla conclusione definitiva diThe Tudors la Showtime ci riprova, sfidando la possente saga fantasy Game of Thrones della prestigiosa rete HBO e la nuova Camelot di Starz, giocandosi la carta di un’altra grande famiglia dalla storia, intrigante e corrotta: i Borgia. Scandaloso clan detentore assoluto del potere a Roma dal 1492 al 1503, erano ormai quasi un’ossessione per Neil Jordan che è il creatore, produttore e sceneggiatore di una serie composta da nove episodi. Al suo debutto The Borgias ha fatto registrare alla Showtime il record d’ascolti più elevato degli ultimi dieci anni, autorizzando ovviamente il rinnovo per una seconda stagione e destinata, si spera, ad approdare presto su Sky Cinema.

Nonostante  i consensi e una buona dose di intrighi e congiure, la serie finisce però per non mantenere tutte le sue promesse: con un progetto concepito troppo a lungo per più ristretti tempi cinematografici, la sensazione che si avverte è che l’autore non fosse quasi preparato a coprire adeguatamente un’intera stagione di episodi, con una sceneggiatura piuttosto diluita e scarna di eventi salienti che avrebbe di gran lunga guadagnato maggior ritmo da un numero inferiore di puntate.

The Borgias

Impossibile evitare il confronto – cercato sin dalla scelta del titolo – con le vicende dei cugini inglesi  che per ben quattro anni ci hanno accompagnato sulla stessa rete: scritto interamente dalla meno nota mano di Michael Hirst, The Tudors non era privo di scollamenti o imperfezioni, ma aveva la straordinaria capacità di guardare al cuore dei personaggi, buoni o cattivi che fossero, grazie a una complessa caratterizzazione che restituiva anima anche a figure da sempre stereotipate e vituperate come Anna Bolena o Maria la Sanguinaria; poco in questo senso il lavoro di Jordan, che pur avendo a disposizione ottimi spunti si ferma a osservare solo in superficie.

Jeremy Irons, alquanto compiaciuto dai panni del patriarca Rodrigo Borgia/Alessandro VI, non sembra infatti molto diverso dal caricaturale vescovo Pucci che aveva interpretato nel leggero Casanova di Lasse Hallström: non riesce a incarnare al meglio il ruolo di padre amorevole e spietato stratega anche a discapito della felicità dei figli, incertezze che si sommano agli improbabili e piuttosto risibili dialoghi a letto con la giovane amante Giulia Farnese, splendente Lotte Verbeek che sembra uscita da un quadro di Botticelli. Plauso assoluto invece a Colm Feore nei panni di Giuliano della Rovere, che impegnato a cercare alleati per deporre il papa corrotto offre una delle migliori performance della serie, consentendoci di aprire una finestra fuori dai confini pontifici sulla situazione politica dell’Italia dell’epoca e soprattutto sulla Firenze di Savonarola e Machiavelli.

The Borgias

Girato in Repubblica Ceca e prevalentemente in interni, The Borgias vanta una sontuosa messa in scena, grazie agli splendidi e unici costumi della nostra Gabriella Pescucci – premio Oscar per L’età dell’innocenza – che rendono le danze per il matrimonio di Lucrezia un’autentica festa per gli occhi, e all’ottima ricostruzione della spietata armata francese, forte di una nuova e terribile arma di distruzione: il cannone.

Tenendo presente che anche The Tudors ha dato il suo meglio proprio nelle stagioni successive alla prima, diamo comunque fiducia al secondo appuntamento con i Borgia di Neil Jordan, in attesa che una maggiore concentrazione di avvenimenti e una significativa crescita dei personaggi possano rendere migliore un prodotto non eccelso. Certi del fatto che la storia, se ben raccontata e con le dovute licenze, possa essere una promettente e appassionante soap opera.

 
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .