The Walking Dead 5×11 recensione dell’episodio con Ross Marquand

Aaron (Ross Marquand), comparso alla fine dell’episodio precedente, è senza dubbio il pretesto, potremo così definirlo, intorno a cui ruotano i pensieri di Rick (Andrew Lincoln), Michonne (Danai Gurira) e Glenn (Steven Yeun) in particolare, i tre protagonisti di The Walking Dead 5 x 11. Rick è senza dubbio ancora il leader, che però è troppo preoccupato della sicurezza del gruppo per dare una possibilità a chiunque altro. Michonne, dal canto suo, sembra aver ritrovato quella dolcezza che la caratterizzava nei pochi flashback che abbiamo visto riguardo alla sua story line, mentre Glenn, che sta finalmente venendo fuori, lontano dalla sua doppia esistenza legata a Maggie (Lauren Cohan), è lui l’unico personaggio che potrebbe, in un futuro senza Rick, prenderne il posto.

The Walking Dead 5 x 11La puntata, a differenza delle due precedenti, è molto ben strutturata da un punto di vista narrativo. Un blocco compatto che segue non solo l’azione ma anche la reazione, dando il gusto spazio anche all’aspetto riflessivo, sempre molto importante, nella serie AMC costituisce tutta la parte centrale. Potremmo essere di fronte al migliore episodio dall’inizio della stagione, se non da un punto di vista emotivo, almeno da quello tecnico.

Per quanto riguardainvece il racconto e ciò che ci porta invece lo sviluppo della storia, sembra che gli showrunner abbiano voluto ricongiungersi, almeno apparentemente, a ciò che accade nel fumetto, lasciando comunque lo spettatore tipo nel dubbio.

Il sole, il sorriso di Rick, l’inquadratura su Judith che chiudono l’episodio, tutte le immagini che rappresentano serenità, futuro migliore e promesse felici, sono invece cariche di una minaccia densa e tangibile, che potrebbe palesarsi nel prossimo misterioso episodio.

RASSEGNA PANORAMICA

Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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