The White Queen 1×01- recensione

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the white queen

La terza stagione di Game of Thrones si è appena conclusa, ma anche se il ritorno alle travagliate vicende di Westeros è fin troppo lontano la BBC ci invita a sguainare le spade ancora una volta, per partecipare a un gioco del trono altrettanto sanguinario di cui l’Inghilterra è stata in passato sopraffina e indiscussa protagonista: la Guerra delle due Rose, che con la rivalità fra i Lancaster e gli York si dice sia stata d’ispirazione a G. R. R. Martin per creare le fittizie casate degli Stark e dei Lannister, accompagnerà le serate estive del pubblico britannico( prima di partire sul canale statunitense Starz il prossimo 10 agosto) grazie a The White Queen, serie in 10 episodi tratta dalla saga di romanzi di Philippa Gregory ” The Cousin’s War“.

Nonostante l’elevatissima dose di complotti e intrighi rendano la sfida del periodo storico appetibile per qualsiasi sceneggiatore, la Guerra fra la Rosa Rossa dei Lancaster e la Rosa Bianca degli York non ha mai goduto sul piccolo e sul grande schermo della stessa fama dei parenti Tudor, ma con la BBC al timone le aspettative per un dramma in costume di tale portata erano più che legittime.

Lo scorso anno erano stati Shakespeare e la sua tetralogia dell’Enrieide a portarci sui campi di battaglia con The Hollow Crown, ma la regina della Rosa Bianca di Philippa Gregory non può ovviamente muoversi in lidi altrettanto prestigiosi: scrittrice di historical fiction di successo conosciuta soprattutto grazie ai suoi romanzi sul periodo Tudor ( L’altra donna del re è stato trasposto in un film di discreta fattura con Scarlett Johansson, Natalie Portman ed Eric Bana), la Gregory non ha mai avuto difficoltà a prendersi delle libertà nella narrazione degli eventi, ma carattere distintivo del suo modo di dipingere la storia è sempre stata la sua capacità (un vizio o un pregio, col beneficio del dubbio), di lavorare con insistenza su dicerie, pettegolezzi e leggende dell’epoca alimentandoli a dismisura, fino a renderli elementi integranti e imprescindibili della narrazione; ecco allora che la storia di Elizabeth Woodville, regina di origini lancastriane andata sposa a Edoardo VI di York, si tinge di tinte oscure intrecciandosi ai poteri mistici che la donna e la madre Lady Jacquetta Rivers avrebbero ereditato dalla dea greca Melusina ( il fatto che la vera Lady Rivers sia stata accusata di stregoneria ha fornito il pretesto ideale).

The White QueenSe adeguatamente sfruttate per condire la narrazione, un po’ di contaminazioni e infedeltà  non si disdegnano mai, ma è il modo in cui gli eventi vengono introdotti agli occhi dello spettatore il vero problema del primo episodio di The White Queen: tutto sembra succedere troppo in fretta perchè si riesca a prenderlo completamente sul serio, ponendo Elizabeth sulla strada di Edward nel contesto più improbabile possibile e senza riservare ai due una caratterizzazione tale da giustificare l’interesse del pubblico per quel che verrà.

Se la Elizabeth di Rebecca Ferguson è bellissima eppure incredibilmente acerba e l’Edward di Max Irons sembra difendersi molto meglio nei panni del giovane re impulsivo e inesperto, a funzionare sono piuttosto i personaggi di contorno come la Lady Rivers di Janet McTeer, ormai del tutto a suo agio nel typecasting della Madre ombra (la terza del genere, dopo Sense and Sensibility e Parade’s End) e il Conte di Warwick di James Frain, indimenticato Thomas Cromwell di The Tudors.

Trattandosi di un episodio introduttivo, non siamo ancora del tutto convinti che Elizabeth Woodville meriti del tutto le nostre simpatie, ma abbandonate le campagne della tenuta dei Rivers il teatro dell’azione potrà spostarsi finalmente a corte, dove messi in moto gli ingranaggi oscuri del potere faremo senza dubbio la conoscenza di nuovi e ben più interessanti giocatori, al momento per lo più introdotti da una breve presentazione: Margaret Beaufort, madre del futuro re Tudor Enrico VII, e i fratelli del re George Duca di Clarence( interpretato da David Oakes, villain medievale per antonomasia dopo I Pilastri della Terra e I Borgia) e soprattutto Richard, futuro Riccardo III di infame memoria recentemente riabilitato e celebrato in occasione del ritrovamento del suo scheletro fra i resti di una vecchia abbazia.

La prima sensazione è che le grandi aspettative della vigilia siano state in parte disattese, ma la partita è in fondo solo agli inizi e il comparto tecnico della BBC (ottimi i costumi, per quanto sporcare maggiormente la messa in scena non avrebbe guastato)si è guadagnato di diritto la nostra fiducia a oltranza: il profumo della Rosa Bianca o la Rosa Rossa è leggenda, e noi attendiamo con ansia di sentirlo.

 
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .