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Titanic – Nascita di una leggenda: recensione della miniserie

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Rai  Fiction presenta il suo nuovo fiore all’occhiello Titanic – Nascita di una leggenda, un colossal sulla costruzione dello sfortunato Transatlantico Titanic. Si tratta di una coproduzione internazionale di altissima qualità che si propone come una sorta di prequel al celebre film di James Cameron, proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche in una riedizione per il formato 3D.

Gli aspetti che accomunano questi due prodotti sono, però, pochi; tanto per cominciare si parla non del tragico naufragio del Titanic ma della sua non meno epica costruzione, e la storia d’amore, centrale nel film di Cameron, qui viene messa un po’ dietro le quinte. I temi proposti sono ben più importanti: si parla in fatti di lotta di classe, della nascita dei sindacati in difesa dei diritti dei lavoratori, del nuovo ruolo della donna nel ‘900. In poche parole un grande affresco storico che ricorda piuttosto Novecento di Bertolucci.

Titanic – Nascita di una leggenda, la miniserie

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InTitanic – Nascita di una leggenda Kevin Zegers interpreta l’ingegnere metallurgico Mark Muir impegnato, insieme ad altri professionisti ed operai , alla costruzione della più grande nave della storia. Nei cantieri incontra la giovane copista Sofia Silvestri interpretata da Alessandra Mastronardi, una ragazza di origine italiana che vive a Belfast insieme al padre (Massimo Ghini) molto tradizionalista e nostalgico del suo paese, alla giovane sorella Violetta  ed allo spasimante Andrea (Edoardo Leo). La loro storia si intreccia alla cronaca dei cambiamenti storici che incorsero nei primi del ‘900, ed in effetti gli stessi personaggi incarnano ognuno questi aspetti.

Muir rappresenta il positivismo tecnologico dell’epoca, tutto volto al futuro e con una cieca fiducia nel progresso, non riesce a guardare al suo passato rappresentato dal padre che egli ritrova casualmente a Belfast (o forse no? Questo si vedrà nelle prossime sei puntate). Sofia invece rappresenta il desiderio di emancipazione delle donne che troverà espressione nel movimento delle suffragette. La ragazza infatti rifiuta il matrimonio impostole dal padre rivendicando il diritto di decidere da sola cosa fare della propria vita.

Agli antipodi di Sofia c’è il padre, che incarna l’attaccamento alle radici e mette in tavola una interessante riflessione su ciò che l’Italia sta vivendo in questo periodo. Egli infatti è un restauratore emigrato all’estero per trovare lavoro, un lavoro che in Italia non c’è. In questa prima puntata vengono mostrati tutti gli elementi che verranno poi sviluppati nel corso della serie, il ritmo non è molto sostenuto ma la storia è così densa di accadimenti che questa lentezza alla fine non pesa, almeno nella prima puntata.

In Titanic – Nascita di una leggenda si rimane poi abbagliati dalla qualità delle immagini frutto dell’ottimo lavoro fatto sulla fotografia in post produzione. La ricostruzione storica è accurata nei costumi come nelle vicende. Perché se le storie dei singoli protagonisti sono frutto di fantasia, tutto ciò che riguarda la costruzione della nave, le condizioni lavorative e di vita degli operai, i conflitti tra cattolici e protestanti nella città di Belfast, sono storicamente documentati.

Qualcosa di insolito per chi è abituato alle serie nostrane e soprattutto a quelle che vanno in onda sui canali Rai in cui non c’è una grande cura sia per quanto riguarda la regia che per quanto riguarda l’immagine. Ed effettivamente Nascita di una Leggenda ricorda più un prodotto cinematografico che televisivo e la presenza dei partner internazionali si nota.

Redazione
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