True Blood 5×02: recensione dell’episodio

Ad aprire il secondo episodio di True Blood, è il risveglio di Tara vampira che, come una furia, schizza via dal terriccio sotto cui era stata sepolta insieme alla sua creatrice Pam e, alla prima occasione, aggredisce e morde la melensa e tenera Sookie che non vedeva l’ora di riabbracciarla. Nel corso dell’episodio Tara scorazzerà per tutta la casa lanciando oggetti e tentando di mordere Lafayette e Sookie che, intanto, cercano disperatamene di ammansirla e frenare la sua rabbia e il suo impeto violento.

 

Nell’attesa di scoprire l’insindacabile giudizio di Roman, capo dell’Autorità, Eric e Bill assistono ad una cerimonia presieduta dal capo stesso e da Salomè, la sua attraente spalla, interpretata da una bravissima Valentina Cervi che veste benissimo i panni della vampira.

Il terzo filone su cui ruota il terzo episodio è quello dei lupi mannari, dove vediamo il mutaforma Sam, accusato di aver ucciso il loro capobranco e, salvato dal poderoso Alcide che se ne assume la responsabilità e, sovvertendo il codice dei lupi mannari, rifiuta l’investitura da capobranco. L’ex rapporto d’amore idilliaco di Emma e Sam si colora improvvisamente di tensione e culmina poi con la tragica scoperta che la piccola Luna è un licantropo.

Questi i tre nodi principali dell’episodio. Ad arricchirlo, pillole e anticipazioni di storie che, probabilmente, saranno sviscerate in seguito.

Dopo la succulenta premessa della season premiere, Authority Always Wins, risulta nel complesso priva della tensione drammatica a cui ci avevano abituato le passate stagioni, abbastanza stagnante e priva di sorprendenti risvolti. Non sembra esserci molta carne al fuoco, e quella che c’è rischia di essere un po’ stantia: il ripescaggio di vecchi personaggi, come il cattivo Russell e il patetico reverendo Newlin, ne sono testimoni.

Il tema del fondamentalismo è una new entry, un pò artificioso forse, ma aspettiamo di osservarne gli sviluppi; per ora è interessante notare come oltre al sottotesto cristiano, sia evocato il parallelismo con la schiavitù e la supremazia bianca.

Una puntata che non brilla per originalità e colpi di scena, ma che sigilla una fase di transizione forse necessaria all’avvio della stagione. Anche se l’inizio non è stato scoppiettante e coinvolgente come speravamo, siamo comunque fiduciosi delle sorprese e della verve che una serie come True Blood è in grado di riservarci.

RASSEGNA PANORAMICA

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