True Blood 6×07 – recensione

true-blood-6x07 2Mancano appena tre settimane al finale di questa sesta stagione di True Blood e,  giunti al settimo appuntamento, la serie continua a stupire. Se fino a qualche tempo fa avevamo il sentore che questo ciclo di episodi fosse migliore rispetto a quello all’estate scorsa, ora ne siamo consapevoli. Tutto grazie ad In The Evening che regala al pubblico nuovi colpi di scena e sconcertati rivelazioni.  Esatto perché mentre in quel di Bon Temps c’è una vedova da consolare, tutti i vampiri devono difendersi da una pericolosa malattia che potrebbe mettere fine alla loro esistenza.

 

A toccare con mano la vera morte è la sorella di Eric che per prima sperimenta l’epatite V, almeno così è stata soprannominata questa malattia.  Infatti questo misterioso virus,  viene mescolato all’interno del Tru Blood ed Eric, in fuga rocambolesca dalla prigione, cerca di evitarne la diffusione. True-Blood-6x07Intanto mentre Sookie fugge dal mondo etereo dove si era rifugiata con Warlow, fa ritorno a Bon Temps per consolare la sua amica Arleene. Nessuno a quanto sembra, si domanda chi possa aver ucciso il marito di quest’ultima. Intanto la morte del Governatore non ferma la scalata al potere di Sarah, convinta più che mai, di poter estirpare i vampiri da questo mondo.

In the Evening quindi non sbaglia un colpo e se l’episodio della settimana scorsa ha avuto qualche caduta di stile, quello di domenica invece è stato perfetto. Inteso, elettrizzante, sexy, a tratti commovente e soprattutto non ha dimenticato la sua verve comica destabilizzante. Non c’è altro da aggiungere per quanto riguarda in The Evening, ma possiamo affermare che True Blood grazie a questa stagione al di sopra delle aspettative, sta mantenendo stretto il suo scettro di serie tv cult.

RASSEGNA PANORAMICA

Carlo Lanna
Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.
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