True Detective 1×01 recensione dell’episodio con Matthew McConaughey e Woody Harrelson

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    1995, Rust Cohle (Matthew McCounaghey) e Martin Hart (Woody Harrelson), due detective della polizia giudiziaria della Louisiana, sono partner da soli tre mesi quando s’imbattono in un brutale omicidio: una giovane donna è stata vittima delle “cure” meticolose di un assassino psicotico, che sembra avere una predilezione per l’occulto. Le indagini relative l’omicidio e il rapporto tra i detective sono raccontati dai due diretti interessati 17 anni dopo, quando il caso viene riaperto e ai nuovi incaricati servono le loro opinioni. Cohle e Hart, però, non sono più né colleghi né amici da ben 10 anni.

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    Sulle note di Far From Any Road del gruppo country alternativo The Handsome Family e attraverso fotografia e grafica elaborate, la sigla di 1’ 30’’ che apre The Long Bright Dark si presenta come un prologo poetico e accattivante della storia raccontata in True Detective.
    La narrazione, basata su una doppia linea temporale, avanza alternandosi tra il 1995 e il 2012 e seguendo una struttura circolare. L’episodio inizia mostrando una brevissima scena di quello che sembra il killer con la sua vittima, forse a sottolineare quale delle linee temporali è la più importante; subito dopo, invece, è il carattere testimoniale dello show a essere messo in chiaro con l’accensione di una videocamera e il detective Hart che inizia la sua deposizione. Infatti, sebbene le scene legate all’omicidio di Dora Lange occupino quasi tutto l’episodio, esse sono dei flashback scaturiti dalle dichiarazioni di Hart o di Cohle. Ritornando al presente, il cerchio narrativo si chiude per poi ripetersi, spesso con le voci over dei detective che introducono o concludono i flashback.

    I protagonisti sono interpretati da Harrelson e McCounaghey, già compagni di set nella commedia firmata Ron Howard, EdTv. La coppia si rivela un’ottima scelta non solo per l’alchimia scenica ma soprattutto per l’accertato talento attoriale, che permette ad Harrelson di uscire dall’ombra in cui lo relegano un po’ la sceneggiatura un po’ il suo personaggio, più equilibrato e sobrio rispetto alla controparte. McConaughey, dal canto suo, sembra ormai a suo completo agio con i ruoli impegnativi e questo detective filosofo, emotivamente inibito e impulsivo gli calza a pennello. Va menzionato l’accurato lavoro svolto dal direttore della fotografia Adam Arkapaw (Animal Kingdom), che attua per tutta la serie una scelta particolare ma apprezzata, utilizzando due diversi supporti tecnici: la pellicola per le scene ambientate nel 1995 e il digitale per quelle nel 2012. Il regista Cary Joji Fukunaga (Jane Eyre) ha il merito di saper mostrare il rapporto squilibrato e instabile tra i due detective e gli spazi urbani o selvaggi in cui si muovono.

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    Con un’audience di 2.3 milioni di telespettatori, il debutto di True Detective risulta il migliore dell’HBO dopo quello di Boardwalk Empire nel 2010, battendo persino Trono di Spade e The Newsroom. Il prossimo episodio, Seeing Things, andrà in onda domenica 19 gennaio.