True Detective 2: torna la serie di Nic Pizzolatto targata HBO

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True Detective 212 gennaio 2014. Gli Stati Uniti incontrano per la prima volta Rust Cohle e Martin Hart, i due detective che, a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000, vanno a caccia di un assassino senza scrupoli. Passa poco tempo e tutto il mondo parla di loro, gli straordinari protagonisti di True Detective, serie rivelazione della HBO ideata e scritta da Nic Pizzolatto e diretta con eccezionale perizia da Cary Fukunaga. I nostri due protagonisti sono Matthew McConaughey, nel suo anno d’oro, l’anno dell’Oscar, e l’inafferrabile Woody Harrelson, che dopo il bagno di popolarità con la saga di Hunger Games, torna a un personaggio meno mainstream. I consensi piovono unanimi, critica e pubblico applaudono al fenomeno della stagione. Premi pochi, ma tante nomination per questo prodotto in otto episodi che così intensamente e dolorosamente scava nell’animo umano, alla ricerca degli spazi più oscuri e reconditi. Rust e Martin sono due compagni di viaggio eccellenti, tra l’altezza delle loro elucubrazioni e la bassezza dei crimini con cui hanno a che fare conquistano tutto il pubblico e dire loro addio, alla fine dell’ottavo e conclusivo episodio è una stretta al cuore. Perché True Detective continua, ma non con loro e toccherà ad altri raccogliere un pesantissimo testimone e riprovare e raccontare l’inadeguatezza, la paura, il nichilismo, la sconfitta e l’oscurità, ma anche la scintilla, la forza, l’umanità vessata eppure sempre battagliera che Pizzolatto vuole tornare a raccontarci con la stagone numero due.

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Taylor Kitsch
Taylor Kitsch

Via Matthew e Woody e spazio a un poker di attori di estrazione e storia completamente differente tra loro, che pure trovano la loro unica via per mano del regista dei primi due episodi, quel Justin Lin tutto motori rombanti e coreografie ai limiti del possibile. Il duetto della prima stagione viene sostituito da una sinfonia per quattro: Colin Farrell è Ray Velcoro, agente corrotto, che combatte con il suo autocontrollo, scarso, e con la sua passione per la cocaina, abbondante; Vince Vaughn è Frank Semyon, un boss, un cosiddetto criminale di successo, sul baratro della fine, che teme che il suo impero del male possa sgretolarsi; Taylor Kitsch è Paul Woodrugh, giovane e scapestrato, un veterano di guerra, un poliziotto a cavallo di una motocicletta con un passato difficile; chiude il quadrilatero Rachel McAdams, nei panni della tosta, anzi tostissima Ani Bezzerides, detective al servizio dello sceriffo di Ventura County, lei non scende mai a compromessi ed è costantemente in contrasto con l’ambiente (e le persone) che la circonda.

Colin Farrell
Colin Farrell

La soffocante, umida e claustrofobica Louisiana cede il posto all’assolata e violenta California, dove, alla luce del sole, si svolgono delle vicende legate al crimine e alla politica nello Stato della Pacific Coast. Pero delle indagini e causa scatenante della stagione, come la prima autoconclusiva, è l’omicidio di Ben Caspar, un consigliere corrotto e invischiato in un affare legato alla rete di trasporti dello Stato. Ma come Rust e Martin ci hanno insegnato, il casus belli è sempre un pretesto per raccontare qualcosa di altro, per mettere in scena un’angoscia esistenziale, un’immagine filosofica dell’uomo alla continua ricerca di qualcosa di superiore, di altro e di confortante, qualcosa di luminoso a cui guardare.

A differenza della prima stagione, dove il gioco a due è chiari sin dall’inizio, in True Detective 2 (qui il trailer) ci troviamo sicuramente di fronte a una dinamica più complessa, che comprende quattro personaggi piuttosto differenti ma accomunati dallo stesso nichilismo, dalla stessa angoscia esistenziale che sembra essere, al di là degli argomenti, dei luoghi e dei protagonisti, il vero e unico punto in comune tra le stagioni.

Rachel McAdams
Rachel McAdams

Ulteriore differenza tra la prima e la seconda stagione è la componente femminile; seppure ancora in minoranza, questa seconda stagione promette un ritratto femminile più costruito, molto lontano dalla prorompente amante di Alexandra Daddario e dalla mogliettina pluritradita e vendicatrice di Michelle Monaghan. Rachel McAdams rappresenta un personaggio apparentemente costruito meglio, protagoniste e capace di decidere le proprie sorti, forse anche quelle dei suoi colleghi. Pizzolatto stesso ha dichiarato di aver pensato per questa stagione a donne toste, e la McAdams, fisico asciutto e espressione determinata, è senza dubbio una felice scelta per il personaggio del detective Bezzerides. Farrell, Vaughn e Kitsch vengono da background differenti e tutti e tre hanno la possibilità di offrire al pubblico un personaggio ben caratterizzato (siamo sempre nelle mani di un capacissimo sceneggiatore) facendo leva sulle doti, diverse e particolari, di ognuno.

True Detective 2 posterProbabilmente il compito più difficile spetta a Colin Farrell, che raccoglie tacitamente il distintivo di Rust/McConaughey e proverà a farci dimenticare uno dei personaggi più deliziosamente poetici e disturbati visti in tv negli ultimi anni.

Sembra tuttavia che l’operato di Rust e Martin non venga completamente messo da parte e che un legame con la prima stagione possa trovare spazio. Alcuni rumors circolati in rete parlano del ritorno del “Re Giallo”, figura letteraria che nella serie assume tutta la portata inquietante, distorta, che sfocia di nuovo in quel metafisico che Pizzolatto ha detto di voler evitare in questa stagione.

L’appuntamento è per la notte tra il 21 e il 22 giugno in Italia, su Sky Atlantic, per scoprire se l’idea di Rusty riguardo all’esito della battaglia sia davvero quella giusta. Chissà se la luce vincerà davvero.

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Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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