Under The Dome 1×01 – recensione –

Under-the-Dome

Il pilot di Under The Dome è stato il più atteso di tutta l’estate per via della rilevanza dello scrittore da cui è tratto il libro Stephen King e del suo produttore esecutivo Steven Spielberg. La prima puntata si divide principalmente in due parti. La prima è una breve introduzione sui personaggi che ci accompagneranno per tutta la stagione prima degli avvenimenti misteriosi. E conosciamo lo sceriffo Howard “Duke” Perkins (Jeff Fahey), il consigliere comunale James “Big Jim” Rennie (Dean Norris) , la cameriera Angie McAlister (Britt Robertson) e il suo intelligente fratello adolescente Joe McAlister (Colin Ford), Carolyn Hill (Aisha Hinds) avvocato di New York che capita con la sua famiglia nella cittadina, lo studente universitario Junior Rennie (Alexander Koch) ritornato a casa per l’estate che manifesta una serie di disturbi mentali, la giornalista del giornale locale Julia Shumway (Rachelle Lefevre) e Dale “Barbie” Barbara (Mike Vogel) veterano dell’esercito statunitense capitato nella cittadina per degli affari ambigui. Mentre la seconda parte è l’elemento straordinario, ossia, la natura inspiegabilmente comincia a ribellarsi attraverso i suoi disastri naturali più apocalittici, quali tormente, terremoti con gli inevitabili abbassamenti di tensione elettrica che gettano la cittadina nello scompiglio più totale e di cui la regia ci fa vedere le principali reazioni dei nostri protagonisti e i primi legami che si instaurando di conseguenza ad essa; alcuni saranno nuovi come tra Barbie e Joe e Barbie e Julia, altri saranno di contrasto come tra Big Jim e Duke e altri sono inaspettati e del tutto sorprendenti come quello tra Angie e Junior.
Le prime sequenze servono per comprendere cosa sia questa barriera elettrica poiché al tocco rilascia piccole scariche che non consentono alle persone di sorpassarla; e perché funziona anche da campana acustica, al di fuori di essa non vengono percepiti rumori e viceversa. Perciò il resto della puntata gioca proprio su questi due effetti, capire cosa sta succedendo, e registrare i vari tipi di incredulità e di reazioni che ci sono anche dall’esterno, sequenza che viene narrata attraverso gli occhi del vice-sceriffo Linda Esquivel (Natalie Martinez), e appena la sensazione di prigione-claustrofobica si fa largo nella mente delle persone, le autorità cercano di prendere forza e le persone rivelano i loro lati più nascosti, mentre qualcosa più grande di loro si è messo all’opera con la litania “Le stelle rosa cadono una dopo l’atra”.

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La prima puntata di Under The Dome, mette in scena in una cittadina di “soliti noti” personaggi che saranno coinvolti sul duplice piano narrativo, quello che coinvolge l’azione generale dei personaggi nei confronti della cupola, di natura misteriosa e a tratti fantascientifica; e le storie individuali che riveleranno altre trame di natura emotiva. La regia di Niels Arden Oplev è pulita e snella, cerca di fare appiglio ad elementi cruenti e forti per dare il senso dello spaesamento nello spettatore, mentre il montaggio di Timothy A. Good serve a punteggiare l’ambientazione e il mistero. Nonostante i fan del libro siano adirati con il suo creatore per lo stravolgimento di numerosi personaggi, la puntata ha registrato un ottimo audience ed King ha spiegato le nuove scelte in questo modo:

Molti dei cambiamenti effettuati da Vaughan e il suo team sono stati necessari e li approvo in pieno. Altri sono scaturiti dal fatto che la timeline è stata allungata, invece di una settimana si prevedono mesi di prigionia per Chester’s Mill. Altre modifiche sono dovute al fatto che gli autori hanno completamente re-inventato la fonte di origine della cupola.

Pilot

RASSEGNA PANORAMICA

Stefania Buccinnà
Stefania Buccinnà
Sono un appassionata di Cinema e Serie televisive americane, motivo per cui mi sono iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è come mettere insieme una scena.
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