La grande vendetta è compiuta, ma non è ancora il momento di tornare a casa: Vikings si prepara al gran finale di questa travagliata e complessa quarta stagione decisa a dimostrare che nonostante la scomparsa di Ragnar le forze in campo siano comunque sufficienti a reggere la baracca in grande stile.

In patria, Lagertha si ritrova ad affrontare una grave minaccia al trono recentemente conquistato: con forze adeguate e una Kattegat ben fortificata il pericolo viene rapidamente scongiurato, ma è fin troppo chiaro che la stabilità apparentemente raggiunta dalla Guerriera è solo una blanda illusione e come Ragnar, anche lei dovrà difendere il trono dall’ambizione e dall’avidità di altri pretendenti; il destino del personaggio di Katheryn Winnick si deciderà in questa stagione? Tutte le premesse di questo secondo ciclo di episodi sembrano suggerirlo, ma le modalità potrebbero essere più sorprendenti di quel che pensiamo.

In Inghilterra, Aetherlwulf si prepara a combattere la grande armata pagana al massimo delle sue possibilità: il disappunto per non aver potuto assistere allo scontro vero e proprio la scorsa settimana è stato notevole, ma forse concentrare ogni sforzo su quella che a tutti gli effetti risulta essere una battaglia dall’esito maggiormente imprevedibile (che i vichinghi conquistino il campo non è in discussione, ma non sappiamo quale destino Michael Hirst abbia in serbo per i reali del Wessex) è stata una scelta saggia: non sostenuto adeguatamente dal padre e abbandonato dalla moglie, Aethelwulf non ha avuto particolare clemenza nel suo percorso narrativo, ma vedere il momento del confronto con Ecbert e col giovane Alfred ha dato al personaggio una luce e una dignità del tutto nuovi.

In attesa che lo scontro si consumi, i vichinghi cercano di venire a patti con i propri demoni non sempre riuscendo nell’intento: Harald Bellachioma si dimostra un uomo meno furbo e intelligente di quanto era sembrato, mentre mitigato dall’età e dal dolore di tante battaglie e patimenti Floki si ritrova a dover fare i conti con un’angosciante rivelazione riguardo al profondo disagio di Tanaruz, la ragazzina musulmana che Helga ha voluto a tutti i costi adottare per colmare il vuoto della perdita della figlia. Difficile mantenere invece l’equilibrio fra i figli di Ragnar, data in particolare l’incontrollabile desiderio di affermazione di Ivar e la resistenza di Bjorn in quanto figlio maggiore e più esperto condottiero: alla fine sarà il primo a trovare la soluzione ideale per trionfare, dimostrandosi degno erede di suo padre per tattica e arguzia e accompagnandoci verso un ultimo episodio che potrebbe ancora riservarci colpi di scena interessanti.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Alessia Carmicino
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .