Wayward Pines 1×01 recensione dell’episodio con Matt Dillon

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Nel lontano 1990 David Lynch e Mark Frost invitavano lo spettatore ad addentrarsi nell’apparente tranquillità della fittizia cittadina montana di Twin Peaks. Oggi, tocca a Chad Hodge e ad uno dei più grandi narratori di favole contemporanei, M. Nighty Shyamalan, provare a fare nuovamente capolino negli incubi dei telespettatori, tornando a raccontare il lato oscuro che si cela dietro gli abitanti di quello che sembra essere a tutti gli effetti un paradiso terrestre.

Wayward Pines 2 Debutta questa sera Wayward Pines, la nuova serie targata FOX tratta dal romanzo Pines, scritto nel 2012 da Black Crouch e ispirato proprio al cult di Lynch. Il pilot getta da subito le premesse per quello che sarà un racconto complesso, intricato, capace di arrivare a conclusioni inattese che – come lo stesso Shyamalan ci ha da sempre abituati attraverso i suoi film – permetteranno di rileggere l’intera storia sotto una chiave inedita. Nell’episodio 1×01 entriamo subito in contatto con le angosce e i turbamenti del protagonista Ethan Burke, un agente segreto che, durante la ricerca di due colleghi scomparsi, rimane coinvolto in un tragico incidente stradale, risvegliandosi nell’ospedale della misteriosa cittadina di Wayward Pines, nell’Idaho.

Da qui si dipanano le fila di un racconto perennemente in bilico tra realtà e immaginazione, verità e menzogna: Ethan Burke, interpretato da uno straordinario e affascinante Matt Dillon, è un uomo che ha perso tutto (non ha telefono, non ha documenti, non ha soldi e non conosce nessuno in città) e che cerca disperatamente di ritrovare la strada di casa, intrappolato ormai in un ovattato spazio avulso dal tempo, dove si può provare ad essere felici e ad avere una vita meravigliosa. Una vita che lo stesso Burke sembra non avere più perché divorato dai sensi di colpa e da una serie di segreti inconfessabili (come ci mostrano i vari flashback che si alternano alle peripezie dell’agente “nella città dei pazzi”).

Wayward Pines 1Night Shyamalan, tra i produttori esecutivi della serie, dirige un episodio pilota in cui si palesa – sia dal punto di vista tecnico che narrativo – la sua estetica inconfondibile, con piccoli rimandi ai capolavori della sua filmografia. Nel pilot ritornano le atmosfere suggestive e angoscianti – sempre al limite tra ciò che è vero e ciò che esiste solo nella nostra mente – tipiche dei suoi lavori precedenti, l’uso acceso di colori brillanti e l’utilizzo di elementi naturali come portatori di verità nascoste.

Attorno alla figura di Burke abbiamo visto muoversi i primi personaggi secondari: persone agghiaccianti, minacciose (su tutte l’infermiera Pam, interpretata dal premio Oscar Melissa Leo), che confondono il nostro protagonista cercando di convincerlo che “non si tratta della città, ma si tratta di lui”. Ethan intravedere uno spiraglio di luce (nel personaggio di Beverly, interpretato da Juliette Lewis), ma di chi ci si può realmente fidare a Wayward Pines?

Verso il finale lo spettatore è già diventato parte integrante del racconto: vuole sapere – al pari dello stesso Ethan – cosa c’è oltre la facciata, cosa si nasconde in realtà all’interno di questo luogo dove “il paradiso è di casa” (che tanto ricorda la riserva protetta nata per evadere dal dolore del quotidiano che avevamo visto in The Village). Così Wayward Pines si classifica come uno dei debutti più avvincenti di questa midseason 2015. E se è vero che da Wayward Pines non si può scappare (come ammonisce il personaggio di Terrence Howard alla fine della puntata), non vediamo l’ora di scoprire come riuscirà l’agente Burke a sopravvivere.

La seconda puntata di Wayward Pines andrà in onda il prossimo 21 maggio.

Voto: 3,5/5 stelle