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Il finale di stagione di White Collar riesce a chiudere la sua storyline nella prima metà della puntata con un ritmo incalzante e coinvolgente; mentre nella seconda parte lascia in sospeso alcune caratterizzazioni della serie per introdurre nuove e scioccanti ribaltamenti per la prossima stagione.

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Sceneggiata da Jim Campolongo e Nick Thiel l’episodio si può dividere esattamente in due parti per via del cambio di tono che avviene a circa metà episodio. Nella prima mezz’ora troviamo un episodio che riprende i fili della precedente puntata per imporre sin da subito un ritmo incalzante e frenetico sia ai protagonisti che alla storia, completamente coinvolti nel risolvere il tesoro di Mosconi. I primi minuti vengono scanditi così dall’urgenza della situazione, trovare il diamante per salvare Mozzie (Willie Garson). Rebecca (Bridget Regan) ha studiato ogni minima mossa per ottenerlo e fare lo scambio con Neal (Matt Bomer) ma ciò che la intrappolerà è proprio la stessa cosa che ha colto in fallo Neal, il sentimento che ella prova per il truffatore dagli occhi azzurri.
Nella seconda parte affrontiamo più apertamente i temi cari a Jeff Eastin, primo tra tutti l’identità di Neal. In questa quinta stagione si è esplorato questo conflitto interiore e la difficoltà di misurarsi con la sua natura criminale. È un Neal che vuole ricominciare proprio dalla sua libertà, la quinta essenza dell’umanità, per poter capire chi in realtà è e cosa scatena il suo estro. Seppur il cliffangher finale ha spiazzato completamente lo spettatore, questa esplorazione ha portato a ben poco, se non a continui ribaltamenti di sceneggiatura che servono per il percorso narrativo e non per la crescita del personaggio. Poiché dalla scorsa stagione non è cambiato poi molto, Neal è comunque in trappola che sia con una cavigliera o da “aspirante” fuggitivo questo lo pone sempre in un ottica di servilismo che non riesce più ad accettare. L’altro tema era il rapporto, Neal-Peter (Tim DeKay), coppia che è stata messa a dura prova innumerevoli volte e che ha affrontato verità scomode, comportamenti al di fuori della legge e soprattutto i “soliti” segreti, che li ha portati a un crescendo di recriminazioni e litigi che solo Rebecca ha potuto accantonare con il suo agire criminale. Una scelta che ha re-instaurato una quieta e apparente convivenza tenuta in vita dai soliti timori e dubbi che l’uno prova e l’altro vuole frenare ad ogni costo, anche del proprio matrimonio.

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Diamond Exchange è la sintesi di questa quinta stagione. Una buona storyline, dei bravissimi interpreti (regular e guest star) calati in personaggi che usano l’ingegno e le loro abilità per poter uscire dalle difficoltà più disparate, un intreccio classico ma reso brillante e particolare dallo stile e dall’estetica che Jeff Eastin ha tenuto ben in evidenza sin dal pilot. Ma che a volte non riesce a tenere il ritmo potenziale delle sue storie oppure lascia incompiute determinate vicissitudini, facendo emergere così un senso di spaesamento ed incertezza su la strada che si è intrapresa.