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Neal incontra il suo nuovo agente di sorveglianza con cui conduce un caso riguardo il titolare di un sito web che si occupa di riciclare beni rubati. Nella retata Neal scopre che è il suo compare Mozzie, egli farà di tutto per tenerlo lontano dallo sguardo di uno scettico Peter.

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La quinta puntata di White Collar si contraddistingue dal pilot per aver introdotto e sviluppato le nuove linee guida della serie di Jeff Eastin. La novità è rappresentata dal personaggio di Warren Kole, l’agente speciale David Seigel. Egli si presenta nella sezione dei colletti bianchi, come un giovane e aitante poliziotto di Chicago che ha già avuto la sua buone dose di casi risolti e per aver gestito un rapporto simile a quello che lega Neal e Peter.
Neal (Matt Bomer) nonostante sia colpito dalla presenza del giovane agente, non si lascia affascinare facilmente dai modi saccenti e spavaldi dell’ultimo arrivato, anzi questi sembrano essere molto simili ai suoi e quindi facili da intuire. Dalle prime inquadrature notiamo come i due sembrano essere in ottima sintonia ma in realtà è evidente il modo in cui si studiano e si giudicano a vicenda.
L’agente Seigel oltre a ricoprire un ruolo di antagonismo nei confronti di Neal, introduce anche un confronto con Peter (Tim deKay). In questo episodio è ormai evidente l’autorità e la sicurezza che ha acquisito l’agente dell’FBI e anche se lo vediamo svolgere attività del tutto nuove ed essere meno presente alle retate o sull’indagine, le sue frasi e i suoi discorsi sono comunque caratterizzati da un forte senso di nostalgia, evidente tutte le volte che può manifestarlo.
Nonostante siamo ancora alla seconda puntata, i due protagonisti stanno già tracciando un percorso all’apparenza irreversibile. Mentre Neal è conscio del latente ricatto che l’Olandese (Mark Sheppard) sta tessendo alle sue spalle, Peter vorrebbe fidarsi di Neal tenendolo relegato nel palazzo dell’FBI dove è certo non farebbe male né a se stesso né a lui, poiché l’unica cosa che Peter non vorrebbe ripetere è rimettere in carcere Neal anche perché sa di essere l’unico in grado di farlo.
L’episodio della puntata ci da la possibilità di approfondire uno dei comprimari più amati della serie, Mozzie (Willie Garson), attraverso il suo passato difficile notiamo la sua istrionica genialità, ed ha messo in evidenza un legame fresco e inaspettato con Diana (Marsha Thomason) che potrebbe essere interessante sviluppare nelle prossime puntate.

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Out of the Frying Pan è una buona conferma per questa quinta stagione, la serie sembra aver molto chiara la direzione che vuole prendere e i temi che vuole sviluppare. Ciò che continuano a mancare rispetto alle primissime serie sono i furti d’arte, per quanto la puntata sia stata interessante soprattutto per Mozzie e il suo personaggio, risulta essere ancora intrappolata in giochi mentali.