Una misteriosa voce fuori campo, colori luminosi e personaggi  quasi da fumetto. Il primo impatto con il trailer del nuovo film di Oliver Stone non lascia certo indifferenti e  non solo per il cast stellare: John Travolta, Salma Hayek, Benicio del Toro, Blake Lively, Taylor Kish e Aaron Johnson.

Abbiamo imparato che il regista premio oscar per ben tre volte (Platoon, Fuga di mezzanotte, Nato il 4 luglio) è tutt’altro che prevedibile quando, con Alexander, ha fatto storcere il naso a più di qualche critico ed ha avuto ben sei nomination ai Razzie Awards.

La sua ultima fatica, Le Belve, in Italia dal 25 ottobre è tratto dall’omonimo romanzo di Don Winslow, uno tra i migliori dieci libri del 2010, stando al New York’s Time. Lo scrittore è stato da subito entusiasta della collaborazione di un regista del calibro di Stone, non nascondendo il fatto che nel processo di stesura del romanzo, pensava già al suo adattamento cinematografico, convinto della forte osmosi tra romanzo noir e cinema. La trasposizione di un romanzo sullo schermo è sempre qualcosa di estremamente delicato: il fantasma del confronto è sempre all’erta e chi dirige deve essere attento sì, a rispettare l’opera dello scrittore, ma anche a creare un prodotto audiovisivo con la propria autonomia. Lo stesso Stone ha ammesso di aver dovuto sacrificare molte cose a beneficio del prodotto finale  e di aver avuto qualche difficoltà, durante la lavorazione del film, a fare accettare la cosa a Winslow, il quale si è occupato anche della sceneggiatura insieme a Shane Salerno. Ora però, a film ultimato, anche lo scrittore sembra più che entusiasta, stando alle sue dichiarazioni.

Il noir si muove tra il Messico crudele e violento dei narcotrafficanti e la California libertaria, quella del “vivi e lascia vivere”, per intenderci. Oliver Stone ha rispettato la linea narrativa di Winsolw, dividendolo in tre atti: il primo è un affresco della vita idilliaca di tre ragazzi giovani e belli, Chon (Taylor Kisch), Ben (Aaron Johnson) e Ophelia detta “O” (Blake Lively) che  vivono ad Orange County, producendo marijuana di altissima qualità e condividendo tutto, dagli affari, ai favori e l’amore della bella O; il secondo è un noir messicano, in cui droga e violenza la fanno da padrone; con il terzo, Stone ci dà un assaggio di quello che lui stesso definisce un western dei giorni nostri, con uomini su elicotteri al posto dei cowboys.

Incuriosisce molto poi, il personaggio della Hayek, che in numerose interviste ha sottolineato la sua stima per il regista e ha parlato del suo personaggio: Elena è il capo dei narcotrafficanti messicani, è la numero uno, non ha rivali, ma  è una donna profondamente sola, costretta a ripiegare sul mercato della droga dopo la morte di suo marito. Siamo  sicuramente poco abituati a vedere una donna a capo di organizzazioni criminali e questo sarà di certo un motivo in più per andare a vedere quello che John Travolta ha definito il “nuovo Pulp Fiction”.