Chissà cosa avrebbe pensato Thompson nel vedere la trasposizione della sua avventura The Rum Diary. Di certo avrebbe dissentito sul titolo italiano The rum Diary- Diario del Desiderio, e con i suoi toni pungenti e sfacciati avrebbe emesso qualche giudizio di sprezzante disaccordo. O forese no, si sarebbe solo divertito nell’osservare quanto gli altri avessero appreso e ritenuto dalla sua avventura Portoricana.

La verità è che avrebbe apprezzato la determinazione con cui il suo caro amico ha portato avanti la causa, senza fermarsi ai primi ostacoli. Difatti Johnny Depp, amico intimo del giornalista, pianse la sua morte improvvisa e tuttora ingiustificata, e volle a tutti i costi omaggiare lo scrittore con la realizzazione del film ispirato al libro: Cronanche del Rum.

Non si sa bene per quale logica, o se fu la stessa logica a scendere in campo e ostacolarne la produzione, ma proprio come accadde per la pubblicazione del libro uscito circa 27 anni dopo la scrittura, il film non ebbe un cammino meno impervio e dopo svariati cambi di cineasti, cast e quant’altro finalmente vede la luce. Un’odissea durata dodici anni, ma tra qualche mese, il 24 aprile, sarà anche nei cinema italiani, per regalare allo spettatore quel sapore di esotico misto ad americano, che per certi versi è tipico di Thompson.

Se nella famosa trasposizione precedente Paura e Delirio a Las Vegas sono le droghe, di qualsiasi tipo e materiale, a predominare con decisione la scena, qui, la mescalina- la cocaina- l’erba- gli acidi- l’etere- il popper lasciano spazio ad un semplice ma non meno potente e inebriante Rum.

Paul Kemp, interpretato da Johnny Depp, giornalista newyorkese si trasferisce sull’isola ed esplora realtà poco affini a quelle canoniche di una redazione giornalistica.

Puerto Rico, l’isola dal sole che picchia e dal Rum che riscalda, i cui suoni melodici di una lingua latina sono spesso interrotti dal disordine dei sobborghi che culmina in liti accese. Qui, l’impavido giornalista stringe amicizia con una combriccola di americani che lo iniziano ai sapori, i divertimenti e colori del posto, trascinandolo spesso in situazioni poco opportune.

E’ il numero delle bottiglie del rum a scandire il ritmo della storia: rum sorseggiato o scolato frettolosamente, per gustarne il momento o per dimenticare le magagne combinate, e Bruce Robinson, regista del film né da conferma. Anche lui, ha dovuto ricorrere all’ausilio dell’alcol per la scrittura della sceneggiatura e per la realizzazione della stessa. Non se ne poteva fare a meno. Nasce spontanea la domanda: anche noi spettatori, per capirne bene il senso, dovremo ricorrere allo stesso espediente?

Johnny Depp in compagnia di Aaron Eckhart, Michael Rispoli, Amber Heard, Richard Jenkins, Giovanni Ribisi, si lascia trasportare da questa nuova avventura thompsoniana e chissà se ce ne sono in previsione delle altre!