Danis Tanovic ha presentato oggi a Roma, presso il Cinema Quattro Fontane il suo ultimo film intitolato Cirkus Columbia. Ambientato nella Bosnia-Erzegovina il film è liberamente ispirato al romanzo di Ivica Djikic e racconta le vicende di una madre, un figlio e di un padre(Divko Buntic) di ritorno dopo vent’anni di esilio in Germania. Il comunismo è caduto e Divko Buntic torna al villaggio dove è cresciuto per riappropriarsi della casa di famiglia. Lo accompagnano la giovane e sexy fidanzata Azra, il gatto nero fortunato Bonny e le tasche piene di marchi tedeschi.

E’ un film che in qualche modo ho fatto non per la mia generazione, che gli effetti di quella guerra li ha subiti direttamente, ma per i miei genitori e anche per i mie cinque figli. Alla generazione passata vorrei guardare con ammirazione e nostalgia, invidiandole la capacità di vivere in armonia e serenità nonostante le differenze di cultura, religione e credo politico.” Esordisce così Tanovic presentando la sua ultima fatica che egli stesso definisce: “Un lavoro che di sicuro vuol far passare dei messaggi più positivi rispetto al mio cinema precedente. Ho lavorato su toni nuovi per me, penso di aver fatto un film che sarebbe piaciuto a Federico Fellini per la sua atmosfera onirica, un po’ surreale, che vorrebbe raccontare con poesia la vita normale delle persone.” Tuttavia non rinuncia ad affermare che l’opera serve anche a rammentare quello che è una guerra. “Ho cinque figli, non voglio che piangano per i propri cari scomparsi, e non voglio neanche che le mie figlie piangano i mariti scomparsi. Cirkus Columbia è anche un’opera che deve metter in guardia le generazione future dal rischio del Nazionalismo, che non ha mai portato altro che guerre.”

Danis Tanovic accompagna così il suo quarto lungometraggio che uscirà il 27 Maggio distribuito da Archibald Enteprise Film in 20 copie.