La battuta più simpatica e divertente è indubbiamente quella di Giuseppe Battiston quando con grande spirito ammette: “…di questo film so piuttosto poco ancora, sino a questa mattina non sapevo nemmeno che fosse cambiato il titolo!”.

Ed è effettivamente così riguardo al film diretto da Bruno Oliviero, un lungometraggio in work in progress che solo da pochi giorni ha modificato il suo titolo, da La strada per casa al più intrigante ed enigmatico La variabile umana, opera prima del regista napoletano.

E’ la famosa e rinomata scuola d’arte drammatica milanese “Paolo Grassi” ad ospitare il cast di questo film che vede tra i suoi protagonisti attori di grande rilievo e spessore come Silvio Orlando, Giuseppe Battiston e Sandra Ceccarelli.

Una location non casuale in quanto è proprio alla “Grassi” che è stato allestito il set per le scene di interno ed è proprio dall’ambitissima scuola di teatro che esce la giovane quanto sconosciuta attrice protagonista del film: Alice Raffaelli. Timida, spaesata ed intimorita dal plotone di giornalisti che le si para di fronte, risponde con un filo di voce e con frasi ridotte al minimo sindacale, uno scotto emotivo più che comprensibile per una giovane corsista al secondo anno di teatro danza che Oliviero, il regista, ha dovuto quasi convincere per farle accettare la parte.

“Dopo di lei abbiamo visionato altri 80 provini e 40 li avevamo già fatti prima”, confida il regista, “ma cercavamo facce nuove e spontanee e Alice ci è da subito sembrata la scelta più giusta”.

La variabile umana è un film giallo in cui due poliziotti, Orlando e Battiston, indagano su un omicidio piuttosto cruento che ha avuto luogo a Milano; nella trama narrativa legata alle indagini viaggia in parallelo il difficile e affannoso rapporto tra l’Orlando-padre e la figlia diciottenne, un rapporto che sarà proprio “la variabile umana” inserita nella vicenda chiave della narrazione.

Perchè un film giallo, un film incentrato su un fatto di sangue?Avevo voglia di trattare un intrigo, una storia forte” ammette Oliviero, ottimo documentarista, “il giallo mi permetteva di girare attraverso la città, mostrandone luoghi diversi e la sua indubitabile bellezza”.

Milano. Il capoluogo lombardo è lo scenario sempre presente, uno sfondo costante nel quale si muovono i protagonisti; Milano è la città di Battiston, ex-allievo e ora docente della “Grassi”, è la città di Sandra Ceccarelli “che con questo film avrò l’occasione di rivivere dopo anni di girovagare per l’Italia e l’Europa” e Milano è la seconda patria di Silvio Orlando, dopo la sua Napoli ovviamente, ma è la città “che mi ha dato le prime opportunità d’artista, la prima visibilità, lanciando di fatto la mia carriera”.

Silvio Orlando è in grande forma, risponde con la solita simpatia e intelligenza allineandosi ai colleghi sul fatto di conoscere ancora poco questo film ed il suo personaggio, le riprese sono iniziate da solo una settimana e il tutto è un continuo in di venire. Ma questi pochi giorni di set sono bastati all’attore napoletano per apprezzare le qualità registiche di Oliviero che come detto è al suo primo lungometraggio. “Sembra nato su un set” afferma Orlando, “è perfettamente a suo agio ed sicurissimo di quello che fa, anche troppo” aggiunge scherzosamente, “io sto cercando di instillargli dei dubbi ma sembra tutto inutile”.

La chiusura è lasciata ai due padroni di casa, Lionello Cerri e Gabriella Manfrè, rispettivamente direttore della scuola di teatro e direttrice della scuola di cinema. Ovviamente gongolano per la scelta della protagonista ricaduta sulla loro allieva e pupilla Alice Raffaeli ma entrambe tengono a sottolineare come obbiettivo e fine della scuola sia quello di limare le distanze tra formazione e attività pratica sul campo, “incrociare il mondo della formazione con il mondo del lavoro” afferma la Manfrè, in modo da poter mettere da subito in pratica il grande bagaglio di conoscenze che un corsista della scuola d’arte drammatica ha accumulato in anni di duro studio.

Aumentare insomma le opportunità per quell’esercito di giovani che con passione e disperato coraggio si approcciano alla difficilissima carriera di attore in un periodo tanto gramo e complicato.

La variabile umana terminerà le riprese indicativamente tra sei mesi quindi dovrebbe uscire nelle sale intorno alla prossima primavera; prodotto dalla Lumiere & co. e RaiCinema sarà distribuito dalla BIM Distribution.