John Landis

Uno degli eventi speciali, nel Fuori Concorso, di Venezia 74, è stata la presentazione del videoclip di Thriller di Michael Jackson, in 3D, il celeberrimo cortometraggio diretto da John Landis. Insieme al video restaurato in stereoscopia, è stato proiettato il documentario del Make-of di Thriller, realizzato da Kenny Kramer.

“Thriller è una cosa di cui sono molto fiero, e avere l’accesso ai negativi e di restaurarlo è stato bellissimo – ha spiegato Landis – E ho avuto la possibilità di restituirlo all’aspetto che doveva avere all’inizio, come lo voleva Michael. Perché su youtube è rovinato.”

Ma per quello che riguarda le sue ragioni più personali, il regista ha detto: “La mia ragione è stata per vederlo di nuovo al cinema, in oltre lo abbiamo rimasterizzato con le tracce originali. È fottutamente magnifico!”

Le idee di Jackson per il cortometraggio erano quelle di realizzare una completa trasformazione in mostro per la star, ma si rese poi conto che sarebbe stato tutto molto complicato in merito alla danza. “Era un fan di Un lupo mannaro, e mi chiese di trasformarlo in un mostro. E da questo è venuto il video. Non era una operazione di marketing, il disco era già stato vendutissimo, il video fu una questione di vanità: perché lui voleva che lo trasformassi in un mostro.”

Landis procede come un fiume in piena, raccontando un aneddoto che lo vide coinvolto al fianco della pop star, l’unico momento, a detta sua, in cui ha veramente avuto paura in tutta la sua vita: “L’unica volta in cui ho a vuto paura è stato con lui, siamo andati a Disneyworld, e appena siamo arrivato in pubblico, abbiamo fatto una foto con Mickey Mouse, e all’improvviso migliaia di persone si sono accorte di lui, e sono venute verso di noi, urlando, da ogni direzione. Ho pensato che volessero mangiarci. È stato davvero spaventoso. E lui salutava tutti, tranquillo. E proprio quando pensavo che saremmo morti, è arrivata una limo, e ha tirato dentro me, lui e Mickey Mouse.”

In merito alla sua morte, John Landis si dimostra ancora una volta sensibile, mettendo in ordine tutte le parole e le priorità giuste: “Una tragedia per i suoi bambini, per la sua famiglia, per il mondo. Una figura brillante e tragica, era davvero un performer incredibile, e sono così rari. Mi fa stare ancora male.”

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