Ema Pablo Larrain Venezia 76
di Luigi De Pompeis

“Se vuoi fare un film sulle persone di oggi, devi fare un film con il reggaeton, mi hanno consigliato, e io ho fatto così, ma non perché mi piaccia questo tipo di musica.” A parlare è Pablo Larrain, regista cileno di Ema, in concorso a Venezia 76, che ha realizzato il suo ultimo film fotografando la generazione cilena successiva alla sua, proprio immersa in questo panorama musicale.

Nel film dirige Gael Garcia Bernal, che aveva già diretto in Neruda, e Mariana Di Girolamo, che interpreta proprio la protagonista, Ema: “Non mi piace ascoltare il reggaeton, ma mi piace molto ballarlo, lo trovo sensuale, vitale e contagioso, e il mio personaggio ha avuto il suo primo incontro con la musical con il reggaeton. È un ritmo atavico e primitivo, ed Ema lo usa per sedurre ma anche per liberarsi. Sento che è un ritmo proprio di questa generazione.”

Per Larrain, che spesso ambienta le sue storie in Cile, questa è la prima volta in cui guarda il Paese nella sua contemporaneità. “Questo film è ambientato nel presente, ma è comunque realizzato dalla generazione passata, la mia, che comunque proviene dal secolo scorso. E raccontare quest’altra generazione è stato davvero un processo interessante, ho imparato molto. La loro generazione ha un codice molto preciso, sono rispettosi e capiscono la realtà in un modo che a noi è precluso, sono responsabili di ciò che fanno e di ciò che desiderano.”

“Quando lavori sul passato cerchi di ricostruire il ritmo di una mondanità che non c’è più, e non hai questa necessità quando lavori nel presente. In questo caso abbiamo cercato di capire situazioni che sono diverse dal passato e diverse da quello che saranno. Viviamo in un mondo che ha bisogno di nuovi modi per costruirsi il futuro, il passato non ha più posto in questo mondo.” Ha dichiarato Gael Garcia Bernal, protagonista della pellicola.

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