Buona giornata

Buona giornata è un film a episodi, ognuno dei quali segue un personaggio che nel bene e nel male rappresenta una tipologia di italiano, che noi tutti conosciamo. C’è il politico corrotto che ruba i voti in Parlamento, l’imprenditore nullatenente con villa ai Castelli Romani che ha a che fare con la finanza, un principe veramente nullatenente che detiene ormai solo il titolo nobiliare e un’altissima volontà di presenzialismo, e uno stereotipo al contrario, un libero professionista milanese trapiantatosi in Puglia, dove cerca di portare avanti l’innovativa società di domotica a cui è a capo.

 

Sono ritratti quasi sempre al limite tra la farsa e il dramma ma che sono bene aderenti alla contemporaneità a cui siamo avvezzi ultimamente. Si potrebbe azzardare un nuovo filone di film “acchiappaincassi” da periodo ben definito; Buona giornata, infatti esce il 30 Marzo, in 500 copie, in tempo perfetto per la Pasqua. Ma l’operazione portata avanti dai fratelli Vanzina, Enrico come spesso accade in produzione e Carlo alla regia, è leggermente diverso dal sistema oliato dei cinepanettoni.

Il riferimento principale è quello della commedia all’italiana degli anni ’60-’70, decade in cui fiorivano i film a episodi che riunivamo, come accade in questo caso, cast stellari dell’epoca per portare avanti un successo soprattutto commerciale. Che poi si trattasse di registi che sapevano il fatto loro come Monicelli o Risi, questo è un altro paio di maniche.

Di per sé questa pellicola trascina questi elementi e li sostiene abbastanza bene, d’altra parte è innegabile la tecnica acquisita nel creare una tessitura ritmica dei tempi comici. Tra i vari episodi, spiccano per equilibrio quello girato in Puglia e unico ad essere stato scritto non dai Vanzina ma dallo stesso interprete Diego Abatantuono, che interpreta l’esatto opposto del “terrunciello” che lo ha reso famoso: adesso è un imprenditore milanese che si è trasferito in Puglia con la famiglia e che tra le varie difficoltà della vita deve anche affrontare quella di non sapere il significato della parola “tremone” con cui tutti in paese sembrano apostrofarlo.

Buona giornata racchiude un cast importante per la scena comica italiana, dai “classici” Lino Banfi, che dice di essere ispirato allo stile sopra le righe di Scilipoti per interpretare il suo senatore corrotto che riesce a far votare anche un morto, Christian De Sica, che torna a lavorare con i Vanzina dopo una separazione durata dodici anni, e le nuove leve, tra tutti Teresa Mannino, alla seconda prova con i Vanzina e una dei tanti nuovi volti lanciati dalla fucina di Zelig.

L’intento di Buona giornata è quello di mescolare con una certa dose di ironia, gli aspetti che caratterizzano l’Italia e gli italiani di questi anni, ma con sempre una pacca sulla spalla, che dice che in fondo anche se traffichini e poco affidabili, si tratta  pur sempre di “brava gente”. Ne esce fuori un ritratto di “nuovi mostri” senza che la definizione ispirata a Monicelli sia troppo forzata; ciascuno di quei personaggi, un po’, lo si è già incontrato.