Cars 2 film

Cars 2 . Saetta McQueen è ormai una celebrità, gira il mondo vincendo gare su gare e per gli abitanti di Radiator Spring è un eroe. Quando il magnate Sir Axlerod annuncia l’intenzione di organizzare un World Tour, Saetta parte per un giro intorno al mondo con il suo fido Carl Attrezzi, alias Cricchetto.

 
 

Qualcosa però va storto e Cricchetto si troverà immischiato in un intrigo spionistico alla James Bond, mentre le automobili partecipanti al tour si troveranno coinvolte in misteriosi incidenti durante le gare.

Non c’erano ragioni apparenti che spingessero John Lasseter a realizzare un sequel del peggiore (a detta di pubblico e critica) film della Pixar, alla fine però Cars 2 è stato realizzato e il risultato non è molto diverso dal capitolo precedente. Banale per trama e messa in scena, il film si dipana per due lunghissime ore senza mai far sussultare lo spettatore. La storia, condita da una svolta spionistica che dovrebbe caratterizzarne la spina dorsale, risulta invece noiosa, soprattutto perché incentrata sul personaggio di Cricchetto che vale più come comprimario che come vero e proprio protagonista.

Eppure non si può dire che non ci sia stato uno sforzo verso il rinnovamento: a partire dalle location (ben quattro città internazionali) fino ai personaggi, molti sono gli elementi inediti nel film, che tuttavia non riescono a far decollare la storia. John Lasseter omaggia anche l’Italia, che oltre ad essere la location di una delle gare, insieme a Tokyo, Londra e Parigi, è anche il paese d’origine di Francesco Bernoulli, fiammante e spocchiosa Ferrari che ha la voce di Alessandro Siani (probabilmente l’originale doppiaggio, affidato a John Turturro, è sicuramente di maggiore qualità e comicità).

Cars 2 rimane tristemente su un binario infantile, cosa che alla Pixar non succede praticamente mai, considerata la profondità emotiva e contenutistica dei suoi film (Wall-E e Alla Ricerca di Nemo, ad esempio). Non resta quindi che attribuire a Lasseter stesso la volontà di produrre di Cars 2, allo scopo di realizzare un suo desiderio d’infanzia.

Notevolissimo invece, nella migliore tradizione Pixar, il contrometraggio in apertura del film, che vede protagonisti i giocattoli di Toy Story e su tutti Barbie e Ken.