Downton Abbey: recensione del film #RomaFF14

A quasi quattro anni dalla chiusura della serie, i Crawley tornano al cinema, riportati "in vita" da una visita reale che porterà scompiglio a Downton.

Downton Abbey

In una stanza di Buckingham Palace, una mano verga una missiva, è diretta a Downton Abbey, a Casa Crawley, dove il conte e la contessa di Grantham verranno informati che il Re e la Regina intendono passare una notte nella grande casa.

È questo l’innesco che dà il via a Downton Abbey – il Film, il ritorno, dopo tre anni, della serie ideata e scritta da Julian Fellows che ci catapulta nel mondo dell’aristocrazia inglese di campagna all’inizio del nuovo secolo, mentre il mondo nobiliare sta scomparendo in favore di quello borghese nel post Prima Guerra Mondiale. È il 1927 e la modernità irrompe nella grande casa sotto forma di elettrodomestici, di cameriere repubblicane e di maggiordomi omosessuali. E mentre si diffonde la notizia della visita reale, sia upstair trai padroni che downstairs tra la servitù serpeggia l’eccitazione per l’importante avvenimento a Downton Abbey.

Tanta ironia per Lady Violet

Alla regia c’è Michael Engler, che aveva già firmato l’ultimo Christmas Special e alcune delle puntate conclusive dell’ultima stagione, mentre alla sceneggiatura sempre l’affilatissima penna di Fellows, che per questo passaggio al grande schermo conferma una grandissima ironia, affidata principalmente al personaggio di Lady Violet, ma anche la sopraffina capacità di introdurre personaggi e sottotrame che portano tutte ad una quadratura del cerchio, nonostante la giostra emotiva che si attraversa per arrivarci.

Questa esperienza cinematografica è una sorta di speciale di Natale, per struttura e durata, ma anche un proseguimento della serie. Chi non ha mai visto lo show può godere della bellissima scrittura, dei costumi, delle location e degli interpreti, in un divertissement di due ore. Ma chi ha visto la serie e arriva alla visione preparato, può godere della trasformazione e del compimento di ogni personaggio, soprattutto alla luce di quello che è stato il suo percorso nel corse dei sei anni di serie.

Il compimento dei protagonisti di Downton Abbey

Vediamo dunque una Anna risoluta e trascinatrice, un Mr. Bates sorridente, una Lady Edith, ora marchesa, consapevole di se stessa e che sfoggia una femminilità sempre mortificata, un Lord Grantham serenamente arreso al progresso, un Tom Branson finalmente pronto a proseguire con la sua vita, pacificato con se stesso. Il ritorno a Downton Abbey, dunque, è sì un nostalgico tour per i fan, ma anche un valido prodotto cinematografico che delizia lo spirito e concede calde lacrime e rumorose risate. Julian Fellows è riuscito a sublimare il fan service, regalando allo spettatore affezionato tutto ciò che ha sempre desiderato (pur non sapendolo) senza abbandonare l’abitudine di toccare argomenti delicati e socialmente impegnati con leggerezza (e mai con superficialità).

Downton Abbey – il film racconta il valore del lascito, dell’eredità, e dell’impegno necessario per portarla avanti senza combattere contro il tempo ma assecondandone il fluire, e accomodando ciò che si incrina lungo il cammino. Un vero e proprio gioiellino per i fan della serie, Downton Abbey spicca per la raffinatezza della scrittura e per uno stuolo di attori straordinari, che conoscono a menadito i personaggi e si impegnano ad offrire sempre il loro lato migliore, quasi fosse lo spettatore il vero regnante da compiacere.

RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
downton-abbey Un vero e proprio gioiellino per i fan della serie in onda su iTv, Downton Abbey spicca per la raffinatezza della scrittura e per uno stuolo di attori straordinari, che conoscono a menadito i personaggi e si impegnano ad offrire sempre il loro lato migliore, quasi fosse lo spettatore il vero regnante da compiacere.