La Scelta

In La Scelta Laura e Giorgio si amano intensamente e sono desiderosi di un figlio che non arriva. Ma solo un grande amore può superare la dolorosa prova che devono affrontare. Una prova che impone una scelta. Da una parte, un uomo offeso nella sua morale; dall’altra, una donna che sente la necessità di diventare madre. Quale scelta fare per essere ancora felici?

Ispirato al testo teatrale L’innesto di Luigi Pirandello, La Scelta di Michele Placido è un’opera intimamente drammatica che veicola il suo messaggio attraverso l’espressività degli interpreti, facendo leva più sulle emozioni generate da un gesto o da uno sguardo che dalle parole; quelle parole che Laura e Giorgio vorrebbero dirsi ma che restano lì, imprigionate dentro di loro dalla paura di quello che è stato e di quello che potrebbe essere. Il tormentato percorso sentimentale messo in scena da Placido vede i due protagonisti trasformarsi a poco a poco da certezza in qualcosa di meno limpido e più complicato, cambiare in seguito agli eventi che li travolgono e che li porteranno a camminare su due binari diversi.

La Scelta, il film

Ambra Angiolini, nei panni di Laura, accetta la sfida che Placido le lancia e regala la sua migliore interpretazione ad oggi, rivestendo il ruolo complesso e maturo di una donna che sceglie volontariamente di non essere più identificata come vittima. Una donna spaventosamente coraggiosa che, scontrandosi con il comune perbenisimo, vede nella tragedia un’occasione per ricominciare a sperare, facendo appello a tutta la sua forza (e anche a tutta la sua femminilità) per ricostruire il legame che la tiene unita al marito, per riuscire a mantenere ancora vivo il loro amore.

Ed è proprio sulle dinamiche di questa coppia che si conosce e si ama da dieci anni, ma che muta a causa di un evento tragico, che Placido e Giulia Calenda (co-autrice della sceneggiatura) fanno il lavoro migliore. Perché ne La Scelta non viene presentato solo il punto di vista di una vittima dal comportamento inusuale che sceglie di reagire di fronte alla violazione e all’umiliazione, ma anche quello dell’uomo costretto a doversi confrontare con il più grande dei castighi che possa essere inflitto a una donna. È un piacere (e quasi un sollievo) vedere Raoul Bova calarsi nei panni di un personaggio che, seppur schiacciato dalla controparte femminile, cresce e si evolve incredibilmente, riuscendo, al di là dell’egoismo e dell’orgoglio, a superare certi limiti intrinseci della figura maschile.

Pur lasciando nell’ombra i personaggi secondari e servendosi talvolta di soluzioni registiche piuttosto discutibili, La Scelta rimane un film potente con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, che nello spingere il pubblico alla riflessione inevitabilmente lo dividerà. Un film in cui anche l’elemento musicale assume un valore specifico, contribuendo a rendere ancora più importante una storia già di per sè significativa.