Mia Madre

A quattro anni di distanza da Habemus Papam, Nanni Moretti torna dietro la macchina da presa per raccontarci l’inadeguatezza alla vita e l’impossibilità di prepararsi alla morte. Con Mia Madre, il regista di Caro diario mette ancora una volta il “Nanni attore” in secondo piano per far sì che siano due incredibili interpreti femminili a catalizzare l’attenzione e riempire lo schermo.

In Mia Madre ritorna il concetto di cinema che parla di cinema (nel film si gira un altro film), ma anche quello dell’elaborazione del lutto (in questo caso, un lutto che ancora deve avvenire), già affrontato dal Nanni regista ne La stanza del figlio e dal Nanni attore in Caos calmo: Margherita (Margherita Buy) è una regista impegnata con la realizzazione di un film sul mondo del lavoro il cui protagonista è un eccentrico attore americano (John Turturro). Nel mezzo delle riprese, Margherita deve anche occuparsi di una figlia 13enne con problemi col latino e, soprattutto, di una madre gravemente malata (Giulia Lazzarini) che accudisce con l’aiuto del fratello Giovanni (interpretato dallo stesso Moretti).

È un percorso a metà tra il sogno e la realtà quello di Margherita: come era già accaduto in Sogni d’oro, Nanni Moretti gioca con lo spettatore e gli rende difficile capire, in diversi momenti, se ciò che sta guardando sia un ricordo, pura immaginazione o qualcosa di spaventosamente reale, dando vita a scene dal sapore nostalgico e ad altre dal retrogusto angoscioso che si mescolano alla perfezione con il tragico presente di Margherita (che tanto assomiglia all’immagine collettiva che abbiamo di Moretti), costituendo uno dei punti di forza del film. Il resto viene fatto da una sapiente alternanza tra un registro drammatico, che “abbatte” emotivamente lo spettatore, ed un altro più comico, leggero, a tratti esagerato, che lo distoglie (apparentemente) dai temi più “importanti” che il film si pone di affrontare. Tutto è pratico e inconcepibile, tutto così percepibile sotto la nostra pelle, grazie anche ad una delle più grandi interpretazioni di Margherita Buy, che insieme all’indimenticabile Giulia Lazzarini (davvero la “Madre di tutti”) e ad un meraviglioso John Turturro si ritrova al centro di momenti teneri e strazianti, e di altri isterici ed esilaranti.

Mia Madre, in uscita il 16 aprile, è uno dei migliori film dell’ultimo Moretti, senza dubbio uno dei suoi lavori più ispirati. E se c’è un merito che va per forza riconosciuto a Mia Madre è quello di averci ricordato che il cinema non è soltanto industria, che il cinema non pensa necessariamente al grande incasso. Con Mia madre, Nanni Moretti dimostra che il cinema italiano ha ancora dalla sua registi, sceneggiatori, attori che hanno voglia di condividere con il pubblico racconti ordinari che, filtrati attraverso l’occhio di un animo inquieto e “inadeguato”, diventano, a poco a poco, con silenzioso rumore, delle opere straordinarie.