Shazam!

Arrivato al cinema dopo l’esperienza positiva del pubblico con Aquaman, Shazam! è il nuovo film dello sgangherato DCEU (che forse nemmeno è mai esistito) che cerca di mettere dichiaratamente da parte gli “errori” del passato e semplificare la vita a tutti i fan degli eroi DC che si aspettano, in sala, film degni di questo nome per i loro beniamini.

Partendo da questo presupposto, in maniera più radicale di quanto fatto con il film diretto da James Wan, Shazam! mette da parte ogni aspetto serio, ogni complessità di scrittura, ogni elemento adulto, per costruire una storia di origine elementare, con un villain bidimensionale, costruito sugli opposti dell’eroe, e con un protagonista che scopre la responsabilità che implica l’avere dei poteri e il senso di appartenenza a una famiglia, come luogo in cui riceviamo l’amore che meritiamo (nei giorni del congresso di Verona, sembra una riflessione dovuta).

Billy Batson è infatti un ragazzino senza famiglia, ha “perso” la sua da bambino e da allora rimbalza da un affido all’altro, sempre in cerca della sua vera madre. Adottato dai Vasquez, si trova contemporaneamente a dover fare i conti con una nuova famiglia affidataria, che ha già adottato cinque ragazzini, e con un incontro singolare, quello con il Mago Shazam, che lo ha eletto a prescelto, lasciandogli i suoi poteri. Contemporaneamente, però, il Dottor Sivana, che da piccolo era stato “bullizzato” dalla famiglia e al quale gli erano stati negati quegli stessi poteri, entra in possesso di oscure abilità. Come nel più rassicurante e prevedibile dei copioni, alla nascita di una super minaccia, corrisponde la nascita di un eroe pronto a sventarla.

Esattamente in questo risiede il principale tema di Shazam!: la scoperta dell’eroe nascosto che si palesa oltre le super-capacità, abbracciando la sua responsabilità. Con esso, è forte nel film di David F. Sandberg il tema del valore della famiglia, del senso di appartenenza e del bisogno di ogni singolo di avere un luogo da chiamare casa, in cui ci sentiamo amati e protetti.

Tutto questo viene raccontato con toni scanzonati, pop, citazionisti e irriverenti, in un film che è indirizzato a un pubblico giovanissimo. La semplificazione dei conflitti viene così giustificata dal grado zero di pretesa di prendersi sul serio, e nonostante siamo ancora nel serio universo nato nella mente di Zack Snyder con Man of Steel e Batman v Superman, il film prende atto che quell’universo, quei toni e quelle pretese sono state messe definitivamente da parte, e che da ora in poi le cose, in casa Warner/DC, saranno molto molto diverse.

Questa scelta sembra aver pagato in termini di coerenza, in quanto Shazam! è godibilissimo come racconto di formazione e cinecomic, senza la necessità che la sua storia debba essere spiegata o continuata con altri film, ma ovviamente lascia aperta la porta a ciò che arriverà, eventualmente, dopo.

Cambiando marcia, tono, ritmo e pubblico, soprattutto abbassando le pretese (impoverendone non poco l’aspetto cinematografico) rispetto a quanto il cinema targato DC ci ha offerto negli ultimi anni, Shazam! è un buon prodotto di intrattenimento dedicato ai più piccoli. Fosse arrivato dieci, quindici anni fa, sarebbe stato ottimo.

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