Venezia 71: Italy in a Day recensione del film di Gabriele Salvatores

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In principio ci fu Life in a Day, film documentaristico di Ridley Scott che racconta la vita degli esseri umani dall’alba al tramonto di una sola giornata. Poi Gabriele Salvatores ha deciso di realizzare Italy in a Day, un racconto che ha alla base lo stesso principio del progetto originale di Scott e che è stato realizzato con il contributo degli italiani che hanno inviato quasi 45mila video che raccontano tante piccole storie, situazioni quotidiane, scelte di vita, vite semplici e vite importanti, vite di italiani all’estero, di giovani e vecchi, di malati, di carcerati e sofferenti, di coppie (eterosessuali e omosessuali) che provano a mettere insieme una famiglia nonostante le difficoltà, diverse per ognuno.

Salvatores realizza un maxi montaggio in cui il filo conduttore è lo svolgersi della giornata, dalla mezzanotte alla mezzanotte del 26 ottobre 2013, e attraverso pochi maxi blocchi racconta la notte dei solitari, dei lavoratori notturni, le mattine dei bambini, le colazioni, l’inizio della scuola e del lavoro in ufficio, ma anche la solitudine degli anziani e la gioia delle nuove vite che arrivano, la difficoltà di un trentenne di trovare una collocazione nella società produttiva e anche le storie di chi, proprio per diventare un membro produttivo della società, ne sceglie un’altra e si trasferisce all’estero.

Il prodotto finale è commovente e divertente, come le storie che vengono raccontate, una boccata d’aria e un invito a sorridere delle nostre piccole manie, dei gaffi che dormono con noi, dei bimbi che ci tengono svegli la notte, dei nonni che non ricordano i nomi dei loro figli ma sono comunque in grando di grandi pensieri poetici.

Italy in a Day è un’esperienza, una finestra sull’Italia e sulla vita che tutti noi condividiamo in un Paese “che soffre con dignità, ma che ha ancora una finestra aperta verso il futuro.”

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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