Il
cibo al cinema ha sempre avuto un
forte richiamo, sarà perché è parte integrante e fondamentale della
quotidianità di ognuno, sarà perché dietro al cibo, il più delle
volte, si nasconde sempre qualche altra pulsione segreta, che sia
carnale o mentale, ma sembra qualcosa di misterioso che si agita
dentro. Dal magnificamente sontuoso
Pranzo di Babette, fino ad arrivare al
delizioso Ratatouille, il cibo al cinema
disegna un percorso ben preciso, quello dell’ostentazione e del
benessere, cosa che al giorno d’oggi pochi possono replicare,
considerando quanto effettivamente costano gli ingredienti
“nobili”. Nel film lo dimostra benissimo la signora Hortense
Laborie, cuoca francese dedita alla cucina sana e genuina, che
viene convocata all’Eliseo per diventare le cuoca del presidente
francese.
Tratto dalla storia vera di Daniéle
Delpeuch, al servizio del presidente François Mitterrand per quasi
tre anni, la storia racconta dell’insediamento, del lavoro e del
licenziamento volontario di Hortanse dalle cucine dell’Eliseo.
Nella storia ci troviamo in Alaska, e la protagonista è alla fine
di un anno sabatico, durante il quale ha cucinato per una base
scientifica francese. Parallelamente ai suoi ultimi giorni in
compagnia di uomini rozzi ma rispettosi e affezionati, seguiamo
Hortanse nel passato, quando accetta di diventare parte dello staff
del presidente francese occupandosi della sua cucina personale.

La cuoca del Presidente, pur essendo affine per temi, non soddisfa né gli appetiti più sensuali e oscuri come fece Greenaway con il geniale Il cuoco, il Ladro, sua Moglie, l’Amante, né gli animi più romantici e sognatori come invece ha fatto magistralmente la Pixar con le avventure del raffinato topo Remy.

