Un grande esercente svela chi l’industria del cinema sostiene nella battaglia per Warner Bros.

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La partita per il controllo di Warner Bros. Discovery si fa sempre più accesa. Da un lato Netflix, dall’altro Paramount (con l’asse Skydance guidato da David Ellison): due colossi pronti a contendersi uno degli studi più importanti di Hollywood.

L’offerta di Netflix – cash e azioni per un valore complessivo di 82,7 miliardi di dollari – resta sul tavolo, ma Paramount ha rilanciato, spingendo gli azionisti WBD a valutare una controproposta definitiva. Il consiglio di amministrazione si trova così davanti a una scelta che potrebbe ridisegnare l’intero equilibrio dell’industria cinematografica.

I cinema si schierano: “L’industria sostiene Paramount”

A intervenire nel dibattito è stato Tim Richards, CEO di Vue International, la più grande catena cinematografica privata d’Europa. In un’intervista a Deadline, Richards ha espresso una posizione chiara su chi, a suo avviso, rappresenti una garanzia per il futuro dell’esercizio cinematografico.

Secondo Richards, l’industria – pubblicamente o privatamente – sarebbe orientata verso Paramount. Il motivo? Il rapporto storico con Netflix. I circuiti cinematografici, ha spiegato, hanno tentato per oltre quindici anni di trovare un terreno comune con la piattaforma streaming, senza successo. Solo recentemente Netflix avrebbe mostrato un interesse più strutturato per le uscite in sala, mentre Ellison può vantare un percorso consolidato nella produzione di blockbuster globali.

Richards ha sottolineato che la scelta, in ultima analisi, riguarda la fiducia: meglio affidarsi a chi ha una lunga esperienza nel sostenere il box office o a chi ha puntato prevalentemente sullo streaming fino a tempi recentissimi?

Un duello tra modelli industriali

La battaglia non è soltanto finanziaria, ma ideologica. Netflix ha difeso la propria posizione definendo l’approccio di Paramount fuorviante nei confronti degli azionisti WBD e ha ribadito di aver mantenuto un atteggiamento costruttivo durante l’intero processo di revisione strategica. Paramount, dal canto suo, ha contestato la legittimità dell’accordo originario tra Netflix e WBD, arrivando a presentare un’azione legale per ottenere piena trasparenza sui dettagli dell’intesa.

In passato, il board di Warner Bros. Discovery avrebbe respinto più volte le offerte di Paramount, citando preoccupazioni legate alla struttura finanziaria dell’operazione. L’accordo con Netflix, secondo la società, garantirebbe maggiore valore e minori rischi per gli azionisti.

Il futuro delle sale in gioco

Al centro del confronto c’è il destino della distribuzione cinematografica tradizionale. Warner Bros. Discovery, che nel 2024 ha generato 4,2 miliardi di dollari al box office globale, non è uno studio in crisi strutturale, ma si trova ora in una fase di ridefinizione strategica cruciale.

Se a prevalere fosse Netflix, l’integrazione verticale tra streaming e produzione potrebbe accelerare ulteriormente la trasformazione del mercato. Se invece dovesse spuntarla Paramount, l’industria delle sale potrebbe sentirsi maggiormente tutelata da un operatore storicamente legato al modello theatrical.

La decisione finale non è ancora stata presa, ma una cosa è chiara: non si tratta solo di un’acquisizione. È uno scontro tra visioni opposte del futuro del cinema, e gran parte dell’industria sembra aver già scelto da che parte stare.