Il Re Leone, la “traduzione” virale di Circle of Life finisce in tribunale: causa da 27 milioni

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Una battuta diventata virale si trasforma in un caso legale internazionale: il celebre brano d’apertura de Il Re Leone è al centro di una causa milionaria dopo che il comico Learnmore Jonasi ha proposto una traduzione ironica del testo. A intentare la causa è Lebo M, autore e voce del canto iniziale, che accusa Jonasi di aver distorto il significato culturale del brano danneggiandone la reputazione.

Secondo la denuncia, presentata il 16 marzo 2026, il comico avrebbe diffuso una traduzione fuorviante del celebre incipit in lingua zulu – reso come “Guarda, c’è un leone. Oh mio Dio” – durante un podcast e nei suoi spettacoli. Una versione che contraddice quella ufficiale Disney, che interpreta il canto come un omaggio regale (“Onore al re, ci inchiniamo davanti al re”). La causa include accuse pesanti, tra cui diffamazione, falsa pubblicità e danni commerciali, con una richiesta di risarcimento pari a 27 milioni di dollari. Jonasi ha reagito sui social, commentando con ironia la vicenda e difendendo il carattere comico delle sue dichiarazioni.

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Al di là del caso specifico, la questione solleva un tema più ampio: dove finisce la satira e dove inizia la disinformazione? Se da un lato la parodia gode tradizionalmente di ampie tutele legali, il team di Lebo M sostiene che in questo caso la battuta sia stata presentata come un fatto, contribuendo a diffondere una narrazione errata su un elemento culturale significativo. Un dettaglio non secondario, considerando il peso simbolico che Circle of Life ha nella rappresentazione della cultura africana all’interno del film Disney.

Satira o danno culturale? Il caso Il Re Leone può ridefinire i limiti della parodia

La disputa potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre Il Re Leone. L’uso del Lanham Act – una legge solitamente applicata a casi di concorrenza sleale e pubblicità ingannevole – contro un comico rappresenta un precedente insolito, che potrebbe ridefinire i confini tra libertà creativa e responsabilità pubblica.

Il nodo centrale sarà stabilire se il pubblico percepisse la battuta di Jonasi come satira evidente o come informazione attendibile. In un’epoca in cui contenuti virali e contesto spesso si separano, anche una gag può trasformarsi in una “verità” condivisa, con effetti concreti sulla percezione culturale e commerciale di un’opera.

Per Il Re Leone, questo caso riporta l’attenzione su uno degli elementi più iconici del film: il canto iniziale che accompagna la presentazione di Simba sulla Rupe dei Re. Un momento che non è solo spettacolo, ma sintesi simbolica di identità, tradizione e narrazione. E proprio per questo, oggi, finisce al centro di una battaglia legale che potrebbe fare scuola.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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