Uno degli aspetti che ha maggiormente incuriosito i fan di Masters of the Universe riguarda la nuova interpretazione di Skeletor affidata a Jared Leto. Dopo l’uscita del film, molti spettatori hanno notato come il celebre villain appaia sensibilmente diverso rispetto alla versione resa iconica dalla serie animata degli anni Ottanta. Ora il regista Travis Knight ha spiegato le ragioni dietro questa scelta creativa.
Durante una tavola rotonda a cui ha partecipato anche ScreenRant, Knight ha raccontato il lavoro svolto insieme a Leto per reinventare il personaggio senza tradire l’eredità lasciata da Alan Oppenheimer, storica voce di Skeletor nelle serie animate He-Man and the Masters of the Universe e She-Ra: Princess of Power.
Secondo il regista, l’obiettivo non era replicare la versione classica, ma comprenderne l’essenza e adattarla a un film live-action contemporaneo. Una scelta che riflette la filosofia generale del reboot: rispettare il materiale originale senza trasformarlo in una semplice operazione nostalgica.
Travis Knight ha trasformato Skeletor in un villain più oscuro, teatrale e psicologicamente complesso
Knight ha spiegato che il celebre tono nasale e caricaturale dello Skeletor originale nacque da una precisa esigenza della serie animata degli anni Ottanta.
“Avevano creato un cartone per bambini e Skeletor aveva un aspetto spaventoso. Per questo decisero di dargli una voce buffa, comica e nasale che attenuasse l’impatto di un personaggio con il volto da teschio.”
Per il film del 2026, però, il regista e Jared Leto hanno deciso di seguire una strada diversa.
“Non volevamo che Jared facesse un’imitazione di Alan Oppenheimer. Volevamo onorare tutti quegli elementi, compresa una voce distintiva e una risata riconoscibile, ma senza limitarci alla semplice imitazione.”
Da questa ricerca è nata una nuova versione del personaggio che, secondo Knight, conserva lo spirito del classico Skeletor ma ne accentua gli aspetti più inquietanti e drammatici.
“Credo che questa interpretazione abbia minaccia, teatralità e tutti gli elementi che hanno sempre caratterizzato Skeletor.”
L’aspetto più interessante riguarda però la psicologia del personaggio. Knight descrive infatti il villain non soltanto come un conquistatore assetato di potere, ma come un uomo profondamente insicuro che utilizza la propria immagine e il proprio carisma per mascherare le proprie fragilità.
“È un uomo molto insicuro e questo è diventato parte integrante del personaggio. È affamato di potere, ma allo stesso tempo cerca continuamente approvazione.”
Questa lettura rappresenta una delle principali differenze rispetto alle incarnazioni precedenti. Nella serie animata originale Skeletor era spesso una figura grottesca e ironica, mentre il film punta a renderlo un antagonista più sfaccettato e credibile, senza rinunciare alla componente spettacolare che lo ha reso celebre.
La scelta appare coerente con l’approccio adottato dal film nei confronti dell’intero universo di Eternia. Anche il Principe Adam interpretato da Nicholas Galitzine e gli altri personaggi storici sono stati aggiornati per dialogare con il pubblico contemporaneo, pur mantenendo il legame con il materiale originale.
Se il reboot dovesse dare vita a una nuova saga cinematografica, questa versione di Skeletor potrebbe rappresentare uno degli elementi più importanti per il futuro del franchise. Un villain capace di essere minaccioso, tragico e divertente allo stesso tempo, proprio come lo descrive Travis Knight: “spaventoso, orribile, ma incredibilmente divertente da guardare”.

