Il reboot di Miami Vice è ora ufficiale e ha anche un titolo: Miami Vice ’85. Il nuovo film, diretto da Joseph Kosinski, vedrà protagonisti Michael B. Jordan e Austin Butler nei ruoli iconici dei detective Rico Tubbs e Sonny Crockett. Universal ha fissato l’uscita al 6 agosto 2027, con produzione imminente e ambizioni chiaramente cinematografiche — inclusa la distribuzione in IMAX.
Il progetto si ispira direttamente alla serie cult Miami Vice creata da Anthony Yerkovich, già portata sul grande schermo nel 2006 da Michael Mann. Questa nuova versione, scritta da Dan Gilroy, promette di tornare alle origini, esplorando il “glamour e la corruzione” della Miami di metà anni ’80, con un’estetica dichiaratamente nostalgica ma filtrata da sensibilità contemporanea.
Miami Vice ’85 e la sfida del reboot: stile iconico o rilettura politica?
Miami Vice ’85 non è solo un’operazione nostalgia: è un test industriale su come aggiornare un brand che ha definito un’epoca. La serie originale non era solo crime, ma un manifesto estetico e culturale — dalla moda alla musica, fino al linguaggio visivo. Riproporla oggi significa confrontarsi con un immaginario già codificato e profondamente influente.
La scelta di Jordan e Butler è strategica: il primo porta con sé un’identità autoriale e politica sempre più marcata, mentre il secondo rappresenta una nuova generazione di star trasformative. Insieme, potrebbero ridefinire il rapporto tra spettacolo e contenuto, spostando il focus da pura estetica a una narrazione più stratificata, potenzialmente legata a temi come disuguaglianza, potere e identità.
C’è poi il fattore Joseph Kosinski, reduce da successi come Top Gun: Maverick, che ha dimostrato come si possa rilanciare un franchise mantenendo spettacolarità e controllo visivo. Se applicherà lo stesso approccio, Miami Vice ’85 potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice reboot: una rifondazione stilistica.
Il ritorno di Crockett e Tubbs: tra mito televisivo e nuova identità cinematografica
Nella serie originale, Sonny Crockett e Rico Tubbs incarnavano una dualità precisa: lusso e violenza, superficie e oscurità. Il reboot ha l’opportunità di espandere questa dinamica, soprattutto considerando il contesto storico scelto — gli anni ’80 — oggi riletti anche come periodo di tensioni sociali e politiche profonde.
La presenza di Jordan nei panni di Tubbs potrebbe enfatizzare ulteriormente la dimensione razziale e sistemica già implicita nel personaggio, mentre Butler potrebbe offrire una versione più introspettiva di Crockett, lontana dal puro carisma iconico di Don Johnson. Il risultato dipenderà da quanto il film vorrà spingersi oltre l’omaggio per diventare una vera reinterpretazione.

