Paradiso Perduto, il celebre poema epico scritto da John Milton nel XVII secolo, sta finalmente per arrivare sul grande schermo. Il progetto sarà scritto e diretto da Roger Avary, premio Oscar per Pulp Fiction.
A produrre sarà Ex Machina Studios, con Marco Weber, ma c’è un elemento destinato a far discutere: il film verrà realizzato attraverso una pipeline produttiva basata sull’intelligenza artificiale.
Un’epopea biblica tra cielo e inferno
L’adattamento porterà sullo schermo una delle storie più ambiziose della letteratura: la ribellione di Lucifero, la sua caduta all’Inferno e la successiva tentazione di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden.
Un racconto epico e filosofico che affronta temi universali come libero arbitrio, ribellione e redenzione, trasformato in quello che lo studio definisce un “blockbuster mitologico”.
Il nodo dell’intelligenza artificiale
La vera particolarità del progetto è il suo approccio produttivo. Ex Machina Studios utilizzerà una tecnologia proprietaria che integra strumenti di AI per creare ambienti e scenari complessi, con l’obiettivo di ridurre i costi rispetto a una produzione tradizionale, mantenere attori reali e narrazione umana al centro e velocizzare lo sviluppo visivo.
Lo studio ha sottolineato che il film sarà comunque realizzato in collaborazione con le guild di Hollywood, cercando di bilanciare innovazione e tutela dei professionisti.
Un progetto simbolo di una transizione industriale
Il film di Avary si inserisce in una fase di forte cambiamento per Hollywood, dove sempre più registi stanno sperimentando con l’AI. Tuttavia, il dibattito resta aperto: se da un lato la tecnologia promette nuove possibilità creative, dall’altro solleva interrogativi sull’impatto sull’artigianalità cinematografica.
Con Paradiso Perduto, questa tensione diventa centrale: un’opera monumentale della letteratura che arriva al cinema proprio mentre l’industria ridefinisce i propri strumenti e il proprio futuro.

