The Last House 2 si farà? Wagner Moura commenta il finale e apre alla possibilità di un sequel

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Il finale di The Last House, il nuovo thriller fantascientifico di Netflix, ha lasciato molti interrogativi aperti e i fan già si chiedono se la storia continuerà con un secondo capitolo. A intervenire è ora Wagner Moura, protagonista del film nel ruolo di Jason Delgado, che ha commentato sia la scelta finale del suo personaggio sia la possibilità di tornare in un eventuale sequel.

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Intervistato da ScreenRant, Moura ha spiegato di ritenere corretta la decisione presa da Jason nel confronto conclusivo con la misteriosa entità che tiene prigioniera la sua famiglia. Pur avendo l’opportunità di ucciderla, il protagonista decide di risparmiarla. Secondo l’attore, questa scelta nasce soprattutto dal rapporto con la figlia Ruth, che per tutto il film cerca di convincerlo a cambiare atteggiamento e ad ascoltare ciò che lei ha da dire. Moura ha dichiarato: “Mia figlia cerca continuamente di dirmi qualcosa, ma io non la ascolto. Per tutto il film continua a parlarmi e io reagisco con quell’arroganza che spesso gli adulti hanno verso i propri figli. Mi sono detto: ‘Dobbiamo davvero imparare ad ascoltare tutti, ma soprattutto i nostri figli’. Fin dall’inizio aveva ragione. Aveva ragione lei. E quindi quella decisione significa, prima di tutto, che lui non uccide nessuno. E, soprattutto, che finalmente decide di ascoltarla.”

L’attore ha poi affrontato anche il tema di un possibile seguito. Al momento Netflix non ha annunciato The Last House 2, ma Moura ha ammesso che sarebbe felice di tornare qualora il progetto ricevesse il via libera. Una dichiarazione che arriva dopo un epilogo volutamente aperto, destinato ad alimentare le speculazioni del pubblico.

L’ultimo colpo di scena lascia aperto il futuro della storia

Se il percorso di Jason sembra trovare una conclusione emotiva attraverso il rapporto ritrovato con Ruth, gli ultimi minuti del film cambiano completamente prospettiva. Dopo essere riuscita a lasciare la casa, la famiglia lancia infatti una richiesta di soccorso via radio nel tentativo di capire se esistano altri sopravvissuti. La risposta arriva da una voce sconosciuta che pronuncia semplicemente: “Pronto?”, confermando che non sono gli unici ad aver superato l’incubo.

È proprio questo dettaglio a rendere plausibile un secondo capitolo. Il film non spiega chi sia l’interlocutore né quale sia la situazione nel resto del mondo, lasciando aperta la possibilità di espandere l’universo narrativo oltre i confini della casa in cui si svolge gran parte della vicenda.

Più che preparare esplicitamente un franchise, The Last House costruisce un finale che amplia il mistero invece di risolverlo. Un eventuale sequel potrebbe quindi esplorare l’origine della misteriosa presenza, mostrare cosa sia accaduto agli altri sopravvissuti e trasformare quello che nel primo film era un racconto intimo e familiare in una storia di portata molto più ampia. Per il momento, però, tutto dipenderà dalla risposta del pubblico e dalle decisioni di Netflix.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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