Dogman top 10 2018 Ciak d'Oro 2019

Dogman di Matteo Garrone è ufficialmente fuori dalla corsa per il Miglior Film Straniero che verrà assegnato il prossimo 22 Gennaio durante la cerimonia degli Oscar 2019 (91° edizione degli Academy Awards).

 

Questi invece i titoli che gareggeranno per la cinquina finale nella categoria Miglior Film Straniero, tra cui Roma di Alfonso Cuaron, Leone d’Oro a Venezia 75.

  • Colombia, “Birds of Passage
  • Danimarka, “The Guilty
  • Germania, “Never Look Away
  • Giappone, “Shoplifters
  • Kazakhstan, “Ayka
  • Libano, “Capernaum
  • Messico, “Roma
  • Polonia, “Cold War
  • Korea del Sud, “Burning

Oscar 2019: Kevin Hart rifiuta l’invito a presentare la cerimonia, ecco perché

Dopo Gomorra e Reality (entrambi vincitori del Grand Prix) e Il Racconto dei RaccontiMatteo Garrone torna in Concorso al 71° Festival Di Cannes con il suo nuovo film, Dogman.

In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l’unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l’amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l’intero quartiere. Dopo l’ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall’esito inaspettato.

Dogman è un film che si ispira liberamente ad un fatto di cronaca nera accaduto trent’anni fa, ma che non vuole in alcun modo ricostruire i fatti come si dice che siano avvenuti. Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dodici anni fa: nel corso del tempo l’ho ripresa in mano tante volte, cercando di adattarla ai miei cambiamenti. Finalmente, un anno fa, l’incontro con il protagonista del film, Marcello Fonte, con la sua umanità, ha chiarito dentro di me come affrontare una materia così cupa e violenta, e il personaggio che volevo raccontare: un uomo che, nel tentativo di riscattarsi dopo una vita di umiliazioni, si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e forse persino il mondo. Che invece rimane sempre uguale, e quasi indifferente“. – Matteo Garrone