Pedro Almodóvar attacca Trump a Cannes 2026: “L’Europa non deve mai essere sottomessa”

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Durante la conferenza stampa di Amarga Navidad al Festival di Cannes 2026, Pedro Almodóvar ha lanciato uno degli interventi politici più forti della manifestazione, dichiarando che “l’Europa non deve mai essere sottomessa a Trump” e denunciando apertamente il clima di paura, censura e pressione politica che, secondo il regista spagnolo, starebbe colpendo il mondo culturale occidentale. Almodóvar si è presentato inoltre con una spilletta “Free Palestine”, trasformando l’evento in una dichiarazione politica esplicita oltre che cinematografica.

Il regista ha risposto a una domanda sulle crescenti preoccupazioni legate alla censura negli Stati Uniti e in Francia, facendo riferimento sia alla situazione americana sotto Donald Trump sia alle recenti polemiche francesi legate a Canal+ e alle accuse di blacklist verso artisti critici nei confronti dell’azienda. “Gli artisti hanno il dovere morale di parlare”, ha dichiarato Almodóvar, sostenendo che “silenzio e paura sono il sintomo di una democrazia che si sta sgretolando”. Le sue parole, riportate da Variety, hanno ricevuto un lungo applauso dalla stampa internazionale presente a Cannes.

L’intervento del regista conferma come Cannes 2026 stia diventando sempre più uno spazio di confronto politico globale oltre che cinematografico. Ma soprattutto mostra un cambiamento importante: autori storici del cinema europeo stanno assumendo un ruolo sempre più esplicito nel dibattito pubblico internazionale, senza separare più nettamente arte, geopolitica e identità culturale.

Amarga Navidad e il ritorno del cinema europeo come opposizione culturale

Le dichiarazioni di Almodóvar arrivano in un momento particolarmente delicato per il rapporto tra industria culturale e politica internazionale. Il regista aveva già criticato pubblicamente gli Oscar 2026 per il loro approccio “apolitico”, lamentando l’assenza di proteste visibili contro la guerra a Gaza o contro Donald Trump durante la cerimonia.

A Cannes, però, il tono è stato ancora più diretto. Almodóvar ha parlato apertamente di “regime totalitario” riferendosi alla situazione politica americana, sostenendo che gli artisti debbano diventare “uno scudo contro questa follia”. È significativo che queste parole arrivino da uno dei cineasti europei più celebrati a livello internazionale, storicamente legato a un cinema profondamente personale ma raramente così frontalmente politico nelle apparizioni pubbliche.

Anche il contesto di Amarga Navidad contribuisce a rafforzare questa dimensione. Il film, accolto da una standing ovation di sei minuti e mezzo a Cannes, rappresenta l’ottava partecipazione del regista in concorso sulla Croisette e arriva in un momento in cui il cinema europeo sembra voler recuperare una funzione apertamente culturale e ideologica.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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