È stato attribuito all’attrice statunitense Ellen Burstyn (L’esorcista, Alice non abita più qui, Interstellar) il Leone d’oro alla carriera dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 – 12 settembre 2026). La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.
Ellen Burstyn, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Wow! Non solo ho la possibilità di viaggiare in una delle mie città preferite in assoluto in tutto il mondo… ma me ne torno a casa stringendo tra le braccia un Leone d’oro! Il Leone d’oro alla carriera della Mostra del Cinema di Venezia! Mi sento così onorata — così felice — così piena di gratitudine! Davvero wow!”.
A proposito di questo
riconoscimento, il Direttore Alberto Barbera ha affermato:
“Interprete di rara intensità e verità, Ellen Burstyn ha
attraversato oltre cinquant’anni di cinema americano restituendo
profondità e complessità a personaggi femminili indimenticabili,
capaci di incarnare le contraddizioni e le trasformazioni della
donna contemporanea. Rivelatasi con L’ultimo spettacolo di Peter
Bogdanovich, ritratto crepuscolare della provincia americana, e
consacrata dal successo planetario de L’esorcista di William
Friedkin, Burstyn ha conquistato l’Oscar come miglior attrice con
Alice non abita più qui di Martin Scorsese, film manifesto sulla
riconquista di identità e libertà femminile. Negli anni ha
collaborato con alcuni dei più importanti registi dell’epoca: Alain
Resnais in Providence, Paul Schrader in Hardcore, Bob Rafelson ne
Il re dei giardini di Marvin, Paul Mazurski in Il mondo di
Alex e Harry e Tonto, Darren Aronofsky in Requiem for a Dream e
Cristopher Nolan
in Interstellar, per non citare che alcuni degli oltre 150 film da
lei interpretati. Presidente dell’Actors Studio, Burstyn ha fatto
della fragilità e della disciplina metodica gli strumenti di una
recitazione fondata sulla verità emotiva, sull’ascolto e sulla
generosità verso i propri personaggi. La sua arte, capace di
illuminare il dolore e la resilienza quotidiana con dignità, ironia
e coraggio, resta un modello assoluto di autenticità interpretativa
e di impegno civile nel mestiere dell’attrice.”
Il Leone d’oro verrà consegnato a Ellen Burstyn in occasione della proiezione del cortometraggio di Maggie Gyllenhaal Flesh Impact, dedicato a Marilyn Monroe in occasione del centenario della sua nascita, nel quale l’attrice offre l’ennesima, straordinaria prova delle sue non comuni doti d’interprete. Il cast del film include anche Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi. Johnson interpreta Marilyn all’apice della sua fama, mentre Burstyn ne interpreta una versione che il mondo non ha mai avuto la possibilità di vedere. Flesh Impact trae il suo titolo da un’espressione un tempo utilizzata per descrivere l’aura di Marilyn Monroe, come apparisse sullo schermo così reale e luminosa da dare agli spettatori la sensazione di poterla toccare.
