Il regista Gianfranco Rosi, Leone d’Oro con Sacro GRA e Orso d’Oro con Fuocoammare, torna in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia con Sotto le nuvole. Un film che esplora il Golfo di Napoli e il Vesuvio come crocevia di memorie, rovine e vite quotidiane, trasformando il paesaggio in una grande macchina del tempo.
Girato in bianco e nero, Sotto le nuvole attraversa i Campi Flegrei e i luoghi simbolo di Pompei ed Ercolano, rivelando una Napoli meno conosciuta, popolata da devoti, turisti, archeologi e abitanti comuni. La circumvesuviana che corre tra le città, i cavalli al trotto sulla battigia, un maestro di strada impegnato nel doposcuola, i vigili del fuoco che affrontano le paure della comunità: ogni frammento diventa parte di un mosaico che racconta l’anima del territorio.
La narrazione si arricchisce di storie antiche e contemporanee: gli archeologi giapponesi che da vent’anni scavano Villa Augustea, i turisti che affollano le rovine, i devoti che strisciano nel santuario della Madonna dell’Arco, gli ex voto che testimoniano un credo sopravvissuto ai secoli.
Nel suo commento, Rosi spiega di aver vissuto per tre anni all’ombra del Vesuvio, cercando di catturare “lo scavo del tempo” attraverso incontri, sguardi e situazioni colte nella loro autenticità. “Ho girato in bianco e nero, ho guardato in bianco e nero”, racconta il regista, sottolineando come il film sia nato dalla fiducia negli incontri e nell’imprevedibilità della vita filmata.
Prodotto da 21Uno Film (Gianfranco Rosi) e Stemal Entertainment (Donatella Palermo), Sotto le nuvole dura 115 minuti ed è una produzione italiana. Il film è scritto, fotografato e sonorizzato dallo stesso Rosi, con il montaggio di Fabrizio Federico e le musiche di Daniel Blumberg.
Con Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi porta a Venezia un’opera che intreccia memoria storica e presente, restituendo un ritratto poetico e inquieto della terra vesuviana.